Morbo della mucca pazza, un caso ad Arezzo. Asl: "Nessun legame con consumo carne bovina"

Cronaca

"Nessun allarme, il ricovero non è trasmissibile da uomo a uomo" precisa l'Azienda sanitaria locale. E che non vi è alcun legame con il consumo di carne bovina infetta

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Una persona è stata colpita dalla malattia di Creutzfeldt-Jakob, più nota come il morbo della mucca pazza ed è ricoverata all'ospedale di Arezzo. L'Asl Toscana sud est, per evitare fraintendimenti e allarmismi, precisa che il caso non è in alcun modo collegato al consumo di carne bovina contaminata.  Come previsto dalle procedure nazionali di sorveglianza, la segnalazione è stata inviata all'Istituto Superiore di Sanità. Si tratta di un adempimento obbligatorio e routinario, inserito nei protocolli di monitoraggio delle patologie rare, che non implica automaticamente un rischio per la salute pubblica.

Una patologia rara e non trasmissibile

La malattia di Creutzfeldt-Jakob è una patologia neurodegenerativa rara, caratterizzata da un decorso progressivo e non trasmissibile da persona a persona. Al momento non esistono terapie in grado di modificarne l'evoluzione, ma sono disponibili trattamenti sintomatici che mirano a migliorare, per quanto possibile, la qualità della vita dei pazienti.

Le tre forme riconosciute della malattia

Dal punto di vista clinico ed epidemiologico, si distinguono tre forme principali della malattia: sporadica, la più frequente, che rappresenta la grande maggioranza dei casi e la cui origine rimane sconosciuta; familiare, legata a specifiche mutazioni genetiche ereditarie; variante associata alla carne bovina contaminata, oggi estremamente rara dati i controlli sanitari molto rigorosi. È proprio quest'ultima ipotesi che l'Asl Toscana sud est esclude con decisione per il caso di Arezzo. Non ci sono, infatti, elementi che riconducano la situazione clinica alla variante legata alla filiera alimentare, né indicazioni che possano far ipotizzare un rischio per la collettività. L'Azienda ribadisce l'importanza di attenersi alle informazioni ufficiali, evitando false informazioni e allarmismi.

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