Dopo l'aggressione, avvenuta la notte tra venerdì 23 e sabato 24 gennaio a Caselle, la vittima era stata ricoverata in condizioni critiche. Il figlio di 40 anni, Luca Ferri, era già stato arrestato nei giorni scorsi: in un audio inviato a un amico alcune ore prima del litigio aveva esternato l’idea di volersi liberare della madre
Non ce l’ha fatta Luciana Cat Berro, la donna di 65 anni gravemente ferita alla testa dal figlio con una pistola sparachiodi. È morta nella tarda serata di ieri all’ospedale Giovanni Bosco di Torino, dove era stata ricoverata subito dopo l’aggressione avvenuta nella notte tra venerdì 23 e sabato 24 gennaio nella cascina di Caselle, in provincia di Torino, dove madre e figlio vivevano insieme. L’uomo di 40 anni, Luca Ferri, è stato arrestato il giorno dopo l’accaduto con l’accusa di tentato omicidio: ora, con il decesso della madre, la sua posizione si aggrava.
Cosa è successo
Sabato 24 gennaio, dopo l’allarme lanciato dallo stesso figlio della vittima, i soccorsi erano arrivati nella villetta di Caselle trovando Luciana Cat Berro già in condizioni critiche. La donna riportava diverse ferite al capo dopo essere stata colpita alla testa con la sparachiodi ed era arrivata in ospedale con un trauma e in condizioni disperate. Le prime indagini dei carabinieri hanno subito portato all’arresto del figlio 40enne della donna: è stato lui stesso a chiamare il 112 intorno alle 3 di notte, al termine di un litigio culminato con l’aggressione. In un audio, inviato ad un amico alcune ore prima l'episodio, Luca Ferri avrebbe preannunciato di volersi liberare della madre dopo l'ennesimo litigio.