Lo ha deciso il tribunale del Riesame di Genova, che ha anche annullato tre delle sette misure cautelari eseguite il 27 dicembre scorso delle nove disposte dalla gip Silvia Carpanini. Le motivazioni della decisione saranno depositate entro 30 giorni
Resta in carcere Mohammad Hannoun, 63 anni, in Italia dal 1983, accusato di finanziare Hamas attraverso le raccolte fondi benefiche dell'Associazione Benefica di Solidarietà con il Popolo Palestinese (Abspp), fondata nel 1994 dallo stesso Hannoun. Lo hanno deciso oggi i giudici del tribunale del Riesame di Genova, dopo l'udienza fiume di venerdì scorso nella quale Hannoun (in videocollegamento dal carcere di Terni, ndr) e i suoi legali sono intervenuti, così come hanno fatto le difese degli altri sei arrestati. I giudici del Riesame hanno annullato tre delle sette misure cautelari eseguite il 27 dicembre scorso delle nove disposte dalla gip Silvia Carpanini. Le motivazioni della decisione saranno depositate entro 30 giorni.
Il ruolo della polizia israeliana
In aula avevano parlato per l'accusa i pm Luca Monteverde e Marco Zocco, che avevano depositato un documento della polizia israeliana. La carta, tradotta dall'israeliano con un sistema automatico, giustificherebbe la consegna formale degli atti alle autorità italiane, escludendo così l'eccezione di utilizzabilità dei documenti consegnati agli investigatori, e citerebbe una legge israeliana del 2003 che consente alla polizia di Tel Aviv questo genere di cooperazione con forze di polizia estere.