Nuovo caso in un istituto tecnico senese: "Non sarà facile risalire ai responsabili ma insieme al personale scolastico stiamo facendo di tutto per individuarli e sanzionarli in maniera adeguata", ha dichiarato la dirigente scolastica Cecilia Martinelli. La sindaca: "Episodio gravissimo"
L'ennesima "lista stupri' a scuola, comparsa e poi rimossa, questa volta all'interno di un bagno dell'istituto tecnico Sarrocchi di Siena. I fatti, secondo quanto riportato da più testate, risalirebbero al 14 gennaio scorso. L'elenco dei nomi delle studentesse sotto la scritta 'lista stupri' segue i casi di Roma e Lucca. "Siamo venuti a conoscenza del fatto mercoledì scorso e ho fatto interdire subito quel bagno - ha dichiarato la dirigente scolastica Cecilia Martinelli - Non sarà facile risalire ai responsabili ma insieme al personale scolastico stiamo facendo di tutto per individuarli e sanzionarli in maniera adeguata". A dicembre 2025 casi simili si erano verificati nel liceo romano Giulio Cesare, e in altri due istituti superiori a Lucca e Modena.
La sindaca: "Gesto gravissimo e offensivo"
“Resto profondamente colpita, non soltanto come primo cittadino, ma come donna e come insegnante, da un episodio che non riguarda semplicemente una scuola, ma i valori fondamentali del rispetto e della dignità umana. Per questo sento il dovere di intervenire con fermezza, perché è proprio tra i banchi di scuola che si deve costruire il primo argine contro la violenza”. Sono le parole della sindaca di Siena, Nicoletta Fabio, dopo la notizia della “lista stupri”
“Un gesto gravissimo e offensivo – prosegue la sindaca – per il quale voglio prima di tutto esprimere piena solidarietà alle studentesse coinvolte e alle loro famiglie. Ringrazio la preside per aver avviato fin da subito la ricerca dei responsabili, non voltarsi dall’altra parte assume in questi casi la massima priorità. Nessuna parola, nessuno ‘scherzo’ che utilizzi termini legati alla violenza sessuale può essere tollerato o minimizzato, soprattutto quando si tratta di nomi e persone reali. Questo tipo di comportamento è sintomo di una cultura che non rispetta le persone e i loro diritti fondamentali. Un’azione vigliacca e vergognosa fatta da pochi che certamente non rappresenta i valori di un’intera città”. “Episodi come questo - aggiunge - ci ricordano che la scuola, e con essa l’intera comunità, deve continuare a essere un luogo di crescita non solo culturale ma anche morale".