Il dimensionamento scolastico comporta la riduzione di presidenze e segreterie e l’accorpamento di classi. Cresce il timore che la riorganizzazione si traduca nella chiusura delle scuole. Ma il ministro Valditara assicura: "È un accorpamento giuridico di due enti che diventano uno, ma le scuole rimangono le stesse, negli stessi luoghi"
Sardegna, Emilia Romagna, Toscana e Umbria, sono le 4 regioni formalmente commissariate dal governo nell’ultimo Consiglio dei ministri. Saranno i direttori degli uffici scolastici regionali (Usr) a procedere con il dimensionamento della rete scolastica, prendendo il posto delle regioni che hanno rifiutato di applicarlo.
Cos’è il dimensionamento scolastico
Il dimensionamento comporta la riduzione di presidenze e segreterie e l’accorpamento di classi. L’obiettivo è quello di far fronte allo spopolamento scolastico. Si basa su un coefficiente nazionale fissato a 938 alunni medi per istituzione scolastica. Su questo parametro vengono stabilite le sedi autonome, cioè quelle che mantengono un dirigente scolastico. Da anni, alcune regioni e sindacati sono impegnati in uno scontro duro con il governo sul tema del dimensionamento scolastico, a causa del timore costante che la riorganizzazione si traduca nella chiusura delle scuole. "La Corte costituzionale - dichiara il ministro Valditara - ha confermato che non si chiudono plessi scolastici né si intacca il servizio agli studenti, anzi, riducendo le attività amministrative dei dirigenti, si garantisce maggiore efficienza. È un accorpamento giuridico di due enti che diventano uno, ma le scuole rimangono le stesse, negli stessi luoghi".
Approfondimento
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Chi sono i commissari nelle 4 regioni
In Toscana, il compito di far rispettare il dimensionamento al posto della regione spetterà all’aretino Luciano Tagliaferri, da poco nominato alla guida dell’ufficio scolastico regionale. In Sardegna il commissario è Francesco Feliziani, direttore dell’Usr, incaricato di procedere all’accorpamento di nove istituti scolastici. "Applicherò le linee guida improntate al buonsenso, niente scuole-mostro e non ci saranno tagli occupazionali", assicura Feliziani. Ma richiama anche gli impegni del Pnrr: "Il dimensionamento è una condizione posta dall’Unione europea". In Umbria il provvedimento dovrebbe essere attuato dal direttore dell’Usr, Ernesto Pellecchia, mentre in Emilia-Romagna a Bruno Di Palma.
Valditara: "Rischiamo di dover restituire una parte del Pnrr"
"Ci sono evidenti ragioni di strumentalizzazione politica". Lo afferma Giuseppe Valditara, ministro dell'Istruzione, riferendosi agli accorpamenti. Quanto al commissariato di quattro Regioni Valditara afferma che "erano rimaste le uniche a non aver fatto gli accorpamenti delle scuole previsti dal Pnrr, nonostante avessimo concesso loro negli scorsi due anni ben due deroghe, che ci sono costate 16 milioni di euro". "Ci sono due sentenze e un'ordinanza della Corte costituzionale, sei sentenze del Consiglio di Stato e tre del Tar - prosegue il ministro - che hanno dato ragione a noi contro i loro ricorsi. I requisiti sono gli stessi, abbiamo solo tenuto conto dell'andamento della popolazione studentesca".