Più donne nei ruoli STEM e decisionali, riduzione effettiva del divario retributivo, crescita della produttività e dell’export, miglioramento del clima aziendale. Questi sono alcuni degli obiettivi a cui ambiere secondo la Federazione Nazionale dei Dirigenti Aziende Industriali della capitale
"Serve un salto di qualità nelle politiche di parità: non bastano i principi, servono risultati concreti e regole semplici. Per questo chiediamo alla Regione Lazio di istituire un “Fondo Lazio Parità 4.0”. Così Antonio Amato, Presidente di Federmanager Roma, è intervenuto al convegno “Oltre la compliance: Parità e welfare in Italia, tra norme e opportunità”, organizzato da Federmanager Roma con il patrocinio della Camera dei Deputati.
Investire per garantire la parità di genere
“La Regione Lazio – ha proseguito Amato – ha già compiuto passi importanti ma oggi è il momento di andare oltre la logica premiale tradizionale. Con il Fondo Parità 4.0 vogliamo sostenere le imprese che dimostrano un impatto reale delle politiche di genere sulla competitività e sull’innovazione. La parità deve diventare un fattore economico, non solo un atto formale." Il Presidente di Federmanager Roma ha sottolineato che il Lazio è tra le regioni più dinamiche d’Italia sul fronte della rappresentanza femminile, con una presenza del 28,2% di dirigenti donne, seconda solo alla Lombardia, e una forza lavoro femminile che rappresenta oltre il 51% dei lavoratori della regione. Secondo i dati dell'Osservatorio Winning Women Institute, nel Lazio sono circa 1.800 le aziende certificate per la parità di genere.
Potrebbe interessarti
Parità di genere, l'Italia migliora ma disuguaglianze drammatiche
Più trasarenza, meno burocrazia
Accanto al Fondo, Federmanager Roma propone anche l’introduzione di un “Fast Track Parità”, una corsia preferenziale per la certificazione UNI/PdR 125, con procedure digitalizzate e tempi certi per le aziende che intendono certificarsi entro il 2026.
"Snellire la burocrazia – ha aggiunto Amato – significa accelerare il cambiamento e permettere alle imprese di investire energie non nei moduli, ma nelle persone. La trasparenza salariale è una sfida culturale, ma anche una leva di produttività e fiducia: ogni euro di differenza salariale è un euro perso in talento e motivazione". Maria Rosaria Cardaci, Coordinatrice del Gruppo Federmanager Minerva Roma, ha infine sottolineato: “Chiediamo che le associazioni professionali come la nostra siano coinvolte nei tavoli tecnici che definiranno queste metodologie, perché conosciamo dall’interno le dinamiche aziendali e possiamo contribuire a rendere questi strumenti realmente applicabili.”
Potrebbe interessarti
Parità e inclusione nel lavoro, a che punto siamo? Parola agli uomini
Politica e società civile insieme per raggiungere gli obiettivi
“Mai come oggi è fondamentale che le Istituzioni ascoltino imprese e manager, chiamati a declinare politiche di inclusione e rispetto delle pari opportunità nei contesti lavorativi" ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli in apertura dei lavori. "Molti progressi sono stati fatti, ma i risultati raggiunti non sono un traguardo ma un punto di partenza, anzi di ripartenza".