West Nile in Italia, casi raddoppiati in una settimana. Ecco le regioni più colpite

Cronaca
©IPA/Fotogramma

Introduzione

Salgono a 173 i casi del virus West Nile riscontrati in Italia dall’inizio dell’anno, secondo quanto rilevato dal bollettino di sorveglianza dell’Iss, con dati aggiornati al 6 agosto. Nella rilevazione precedente, che si fermava al 31 luglio, le positività erano 89: significa che i casi sono raddoppiati in una settimana. Alla piattaforma dedicata al monitoraggio della diffusione del virus, trasmesso principalmente da comuni zanzare notturne infette, sono stati notificati finora 11 morti, anche se probabilmente il bilancio è destinato a salire: su altri decessi (così come su altre infenzioni) si attende la conferma clinica. I numeri - lo ricordiamo -  sono comunque in linea con quelli degli scorsi anni e quindi non c'è nessuna particolare allerta.

Quello che devi sapere

West Nile, 72 casi neuro-invasivi: le regioni più colpite

Dei 173 casi di infezioni da West Nile, scrive l’Iss, 72 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva. La regione più colpita è il Lazio, seguita dalla Campania. Ecco la distribuzione sul territorio degli episodi neuro-invasivi confermati:

  • 2 in Piemonte;
  • 2 in Lombardia;
  • 4 in Veneto;
  • 1 in Friuli-Venezia Giulia;
  • 2 in Emilia-Romagna;
  • 37 in Lazio;
  • 21 in Campania
  • 1 in Basilicata; 
  • 1 in Sardegna.

Si evidenziano 14 casi asintomatici identificati in donatori di sangue, 85 casi di febbre, un caso asintomatico e un caso sintomatico.

 

Per approfondire: West Nile, dai sintomi alle cure: cosa sapere sul virus trasmesso dalla zanzara

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La distribuzione dei decessi (notificati) in Italia

Gli 11 casi di decessi confermati sono invece più circoscritti, ma sono sempre Lazio e Campania i territori più interessati:

  • 1 in Piemonte;
  • 4 in Lazio;
  • 6 in Campania.

 

Per approfondire: West Nile, il virologo Baldanti: "No ad allarmi, ecco come difenderci"

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I decessi non ancora notificati all’Iss

Contando anche le morti che non sono ancora entrate nel sistema della piattaforma nazionale dell’Iss, il bilancio al 7 agosto era di 16 decessi, di cui gli ultimi si sono riscontrati in due casi nel Lazio (che sale a 7 fatalità, per un totale di 3 casi ancora non notificati) e uno in Calabria.

  • Per quanto riguarda le ultime vittime del Lazio, una di queste è una donna di 83 anni di Pontinia, morta all'Ospedale Santa Maria Goretti di Latina. Era arrivata in pronto soccorso il 24 luglio scorso. Ricoverata in rianimazione in gravi condizioni per la presenza di pluri-patologie concomitanti, è deceduta nel reparto di terapia intensiva. L’altra è un 77enne, morto all'Ospedale Isola Tiberina Gemelli Isola. Già sottoposto a dialisi, era ricoverato dal 26 luglio scorso in terapia intensiva.
  • In Calabria è invece morto un uomo di 80 anni originario di Riace, al Gom di Reggio Calabria. Nei giorni scorsi era stato ricoverato nel reparto di malattie infettive per una encefalite. Dopo il decesso, il sindaco di Riace Mimmo Lucano ha disposto una disinfestazione su tutto il territorio comunale. Disinfestazione che sarà eseguita stanotte. 

La letalità del virus

La letalità del virus, calcolata sulle forme neuro-invasive fin ora segnalate, è pari al 15% (nel 2018 20%, nel 2024 14%).

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Iss: “Non emergono particolari segnali di allarme”

Come ogni anno, d’estate la preoccupazione per il West Nile sale. Non c’è però motivo di allarmarsi, sottolinea Anna Teresa Palamara, che dirige il dipartimento di malattie infettive dell'Iss: "La situazione è monitorata con attenzione da tutte le istituzioni competenti, sia a livello centrale che a livello territoriale. Al momento non emergono particolari segnali di allarme”.

Le misure di prevenzione

Palamara ricorda quindi l'importanza delle misure di prevenzione, “sia quelle tese a contrastare la proliferazione delle zanzare che quelle mirate a proteggersi dalle punture”. La raccomandazione, aggiunge, soprattutto nel caso di soggetti fragili o anziani, è quella “di rivolgersi al proprio medico in caso di febbre". 

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Roma intensifica il suo “piano zanzare”

Gli enti territoriali si stanno muovendo per cercare di bloccare la diffusione del virus. Ieri si è tenuta una riunione a Roma, in Campidoglio, per fornire il supporto di Roma Capitale al tavolo tecnico istituito dalla Regione Lazio e per coordinare le azioni di prevenzione e controllo del virus. Ci si sta preparando a intensificare il piano cittadino con ulteriori interventi su eventuale indicazione delle Asl, come previsto dalle norme. 

La risposta dei territori

Intanto, seguendo l’esempio di altre Regioni, anche il Molise ha messo in campo una procedura ad hoc per gestire i casi di West Nile. Una delibera del direttore generale, Giovanni Di Santo, descrive il percorso integrato di sorveglianza, diagnosi, notifica e intervento nel caso di circolazione o della rilevazione di un caso sospetto o confermato del virus sul territorio. Il documento integra le direttive del Piano Nazionale Arbovirosi 2020-2025, con le specifiche del 'Piano di sorveglianza dei virus West Nile', rivolgendo l’attenzione anche alla governance del fenomeno e alla preparazione pre-stagione, alla sorveglianza integrata e ai flussi comunicativi. La procedura coinvolge diversi ambiti dell'Azienda sanitaria: è stato costituito un Comitato Aziendale Arbovirosi composto da esponenti delle varie strutture interessate pronto ad intervenire in caso di necessità e impegnato nel monitoraggio del territorio. Come l’Iss, anche Di Santo invita a “non creare allarmismo nella popolazione”, pur ricordando i casi di West Nile in regioni limitrofe al Molise. 

 

Per approfondire: West Nile, i sintomi da non sottovalutare: quando andare in ospedale

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