Strage Corinaldo, Andrea Cavallari in fuga, irreperibile anche la fidanzata. Cosa sappiamo
CronacaIl 26enne, uno dei componenti della banda che nel dicembre 2018 aveva provocato sei vittime all'interno della discoteca Laterna Azzurra, è evaso dal carcere dopo la discussione di laurea lo scorso 3 luglio. Il giorno della fuga non era scortato dagli agenti della polizia penitenziaria, ma era accompagnato dai familiari. Sono in corso le indagini per rintracciarlo. Appello del garante dei detenuti affinché si riconsegni
Andrea Cavallari, condannato a 11 anni e 10 mesi per la strage nella discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo (Ancona), è in fuga da oltre 72 ore. Il 26enne, uno dei componenti della banda che nel dicembre 2018 aveva provocato sei vittime all'interno del locale anconese, è evaso dal carcere dopo essersi laureato lo scorso 3 luglio. All'università si era recato con i familiari, senza essere scortato dagli agenti della polizia penitenziaria. Anche la fidanzata di Cavallari risulta irreperibile da giovedì scorso. A quanto si è appreso, dopo la cerimonia il giovane era rimasto da solo insieme alla fidanzata e da allora si sono perse le loro tracce.
Attualmente sono in corso le le indagini per rintracciarlo e per capire se il percorso che ha portato alla concessione del permesso abbia seguito le corrette procedure. Il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria avrebbe chiesto, infatti, una relazione alla casa circondariale di Bologna, per far luce sulle modalità di sorveglianza del giovane ed eventuali altri dettagli sulla vicenda.
L'appello del Garante dei detenuti
Intanto Irma Conti, componente del collegio del Garante dei detenuti, si è rivolta con un appello al 26enne. "Lancio un appello ad Andrea Cavallari affinché si riconsegni alla giustizia, dimostrando che il suo è stato un atto di debolezza e non il fallimento del suo percorso trattamentale" ha dichiarato.
La strage nella discoteca di Corinaldo
Cavallari è stato arrestato nell'agosto 2019, otto mesi dopo la strage, insieme ad altri componenti della banda di cui faceva parte, accusati a vario titolo di omicidio preterintenzionale plurimo, furto, rapina e lesioni personali. la notte fra il 7 e l'8 dicembre del 2018, la banda entrò all'interno della Lanterna Azzurra, durante uno spettacolo di Sfera Ebbasta, con l'obiettivo di derubare gli spettatori. Dopo aver spruzzato spray al peperoncino, si scatenò il panico nel locale e sei ragazzi, tra i 14 e i 16 anni, morirono schiacciati dalla folla. Cavallari e gli altri membri della banda sono stati condannati a 11 anni e 10 mesi di reclusione. Durante il processo alcuni di loro, fra cui lo stesso 26enne, si sono detti estranei alle morti, parlando di un'azione avvenuta in uno stato alterato dalla cocaina e di un ravvedimento avvenuto in carcere.
La condanna di Andrea Cavallari
Dopo la condanna, Cavallari, detenuto nel cacere della Dozza di Bologna, si è iscritto alla facoltà di Giurisprudenza, con specializzazione in consulente del lavoro e delle relazioni aziendali. Il giorno della laurea, fissata per il 3 luglio, ha ricevuto l'autorizzazione dal magistrato di sorveglianza per uscire e sostenere la discussione della tesi, senza essere accompagnato dalla scorta della polizia penitenziaria, ma solo dai familiari. Dopo la cerimonia, Cavallari, rimasto solo insieme alla fidanzata, ha fatto perdere le proprie tracce. Da ormai 72 ore risulta irreperibile.
L'evasione dal carcere
Come specifica il Corriere di Bologna, il rientro in carcere, secondo quanto disposto dall’autorità giudiziaria, era previsto per le 18 del 3 luglio, dopo la discussione della tesi. Ma alla Dozza di Bologna non si è presentato. Dopo dodici ore, come previsto dalla leggem, gli agenti della Penitenziaria hanno inviato la segnalazione dell’accaduto alla Procura di Bologna, che ha aperto un fascicolo di indagine per evasione. Intanto, sono in corso le ricerchea Modena e Bologna per rintracciarlo. Mentre il padre ha lanciato un appello invitando “mio figlio a tornare sui suoi passi e a farsi vivo con noi o con l’autorità giudiziaria”. Ora il 26enne rischia un nuovo capo di imputazione e la messa in discussione dei benefici ottenuti in questi anni.