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Sala: “Su urbanistica mai fatto favori”. Cosa sta succedendo al Salva Milano

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ll ddl "non è un salvacondotto o un liberi tutti", garantisce il sindaco di Milano, in audizione alla commissione Ambiente del Senato, sulla norma che dovrebbe aiutare la città a uscire dall'impasse dopo le inchieste della procura su presunti abusi edilizi

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Il ddl Salva Milano "non è un salvacondotto o un liberi tutti". A garantirlo è il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, oggi in audizione alla commissione Ambiente del Senato, sulla norma che dovrebbe aiutare la città a uscire dall'impasse dopo le inchieste della procura su presunti abusi edilizi. A chi teme che questa legge possa essere una specie di sanatoria, il sindaco ha replicato: "Ho letto a volte ambiguità nell'interpretazione, ma dico che tutti i Comuni italiani restano vincolati ai limiti" delle leggi statali e regionali "e alle decisioni dei Consigli comunali, quando hanno fatto programmazione urbanistica". Non solo. Sala ha sottolineato: "Non abbiamo mai fatto nessun favore a nessuno e non c'è nessun sospetto sul fatto che qualcuno dei dirigenti abbia avuto qualche interesse personale in materia".

Cos'è il Salva Milano e quale iter sta seguendo

Ma cos'è il disegno di legge Salva Milano? Si tratta di una norma transitoria che, se dovesse ottenere il via libera anche dal Senato, andrebbe a disciplinare gli interventi "in materia urbanistica ed edilizia" con l'obiettivo di far ripartire i 150 progetti che nei mesi scorsi sono stati bloccati dalla Procura di Milano per presunti abusi edilizi. In sostanza, il Salva Milano stabilisce che i piani attuativi comunali, fino ad ora necessari per la demolizione e la ricostruzione con sagome e volumetrie differenti, non sono più obbligatori se gli interventi edilizi sono realizzati in "ambiti edificati e urbanizzati". Così, per costruire un grattacielo al posto di un edificio di pochi piani, sarà sufficiente presentare una Segnalazione certificata di inizio attività (Scia) per ristrutturazione. Il Salva Milano era stato approvato - con 172 voti favorevoli e 41 contrari - dalla Camera dei Deputati lo scorso 21 novembre 2024 ed è poi approdato a dicembre al Senato in commissione Ambiente. "L'approvazione alla Camera è arrivata dopo mesi di lavoro, ero sorpreso sul fatto che ci potesse essere ancora una discussione ma questo è il vostro ruolo - ha aggiunto Sala parlando oggi proprio davanti alla commissione Ambiente del Senato-. Riteniamo che quanto approvato alla Camera possa funzionare e sia in linea con i chiarimenti che abbiamo richiesto. Dopo tutto il lavoro fatto ci aspetteremmo di arrivare a una conclusione". Il rischio è infatti che se ci dovessero essere delle modifiche al testo in Senato, la norma dovrà tornare alla Camera per una nuova approvazione.

I rinvii a giudizio

"Auspico si trovi una convergenza nel dare un parere - ha detto ancora sindaco -. La mia massima preoccupazione è per i dirigenti e i funzionari del Comune che oggi rischiano di avere problematiche sulla giustizia". "I primi due dirigenti del Comune rinviati a giudizio hanno la colpa di avere applicato le regole stabilite negli anni, sono anche in pensione e sono persone che io conosco da quando facevo il direttore generale del Comune - ha concluso -. Pongo una attenzione molto profonda, sono persone che per 40 anni hanno lavorato per il Comune e adesso hanno un rinvio a giudizio". 

Il caso della Torre Milano 

Il 23 gennaio, la gup Teresa De Pascale ha rinviato a giudizio i costruttori Stefano e Carlo Rusconi, legali rappresentanti della società Opm, Gianni Maria Ermanno Beretta dell'omonimo studio di architettura come progettista e direttore lavori, gli ex dirigenti di Palazzo Marino Giovanni Oggioni, già componente della commissione per il paesaggio, Franco Zinna, ex responsabile  della Direzione Urbanistica e tre funzionari dello Sportello Unico Edilizia. Per loro, otto in tutto, il dibattimento si aprirà il prossimo 11 aprile davanti alla settima sezione penale del Tribunale. Le accuse sono abuso edilizio e lottizzazione abusiva. Il falso, contestato a Beretta, è invece andato in prescrizione e il reato di abuso d'ufficio di cui rispondevano è stato cancellato con un "non luogo a procedere" per la sua abrogazione operata dalla legge Nordio. "Ce lo aspettavamo, è una questione tecnica che ha bisogno di essere affrontata in un aula di dibattimento. - spiega l'avvocato Federico Papa, legale di Carlo Rusconi -. Ci dispiace soltanto che non sia stato valutato l'elemento soggettivo dei reati contestati, perché l'impresa si è semplicemente adeguata alla linea politico-amministrativa del Comune". Secondo la ricostruzione dei pubblici ministeri l'intervento edilizio per costruire la Torre Milano, edificio residenziale di 24 piani completato nel 2023, è stato "qualificato come ristrutturazione edilizia, con totale demolizione e ricostruzione e recupero integrale della superficie lorda di pavimento preesistente", anziché "nuova costruzione'" e quindi con regole sulle volumetrie diverse. In base alle imputazioni, inoltre, i due ex dirigenti comunali, con una "determina dirigenziale" del 2018 che non tenne conto appunto che si trattava di un edificio di "nuova costruzione", avrebbero procurato un "ingiusto vantaggio economico" agli imprenditori-costruttori.

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