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Covid, news. Atti inchiesta Bergamo: Brusaferro scettico su uso tamponi a tappeto

©Ansa

Il presidente dell'Iss in una chat del 22 febbraio 2020: "Il tema è che tutti pensano che il test serva a qualcosa".  Sos cuore a causa del Long Covid. Chi ne soffre o ne ha sofferto ha infatti una probabilità più che doppia di andare incontro a problemi cardiovascolari. Lo dimostra una metanalisi degli studi che saranno presentati durante il congresso annuale dell'American College of Cardiology a New Orleans

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Atti inchiesta Bergamo, chat: 'sta succedendo di tutto...la guerra mondiale'

"Non si può non segnalare il ritardo del Ministero della salute nella gestione dell’emergenza. Solo il 4 marzo 2020, infatti, approntava una prima stima dei costi per l’acquisto di attrezzature ospedaliere, allorquando ormai in Lombardia vi erano già 1.820 casi, 73 deceduti e 209 persone in terapia intensiva". E' una delle considerazioni contenute nella chiusura inchiesta dei magistrati di Bergamo che per tre anni hanno cercato di ricostruire le prime fasi della pandemia e le risposte istituzionali all'emergenza Covid. 
Nelle quasi 2500 pagine dell'inchiesta in cui si raccolgono documenti ufficiali, chat e le testimonianze di politici ed esperti in prima linea, emergono i punti di debolezza: tracciamento, tamponi e medici di base, ma vengono alla luce anche quelle che sono anche visioni diverse di come affrontare e rispondere al virus che avanza inesorabile. 
In una chat del 23 febbraio 2020 Giuseppe Ruocco, ex segretario generale del ministero della Salute scrive: "qui si stanno demoralizzando tutti, e il ministro ormai è nel pallone" e sei giorni dopo, sempre con la stessa interlocutrice, "Sta succedendo di tutto: pareri del comitato difformi da Conte e ministro, ripensamenti sollecitati, gente richiamata a venire qui... la guerra mondiale". Gli atti ricostruiscono l'emergenza, giorno per giorno, in un crescendo di richieste da parte di esponenti delle Regioni e medici che lottano per avere qualche mascherina o anche solo pochi tamponi che diventano sempre più appelli quasi disperati. 
- di stefano.santini

Atti inchiesta Bergamo, Brusaferro: "Tutti pensano che il test serva a qualcosa"

"Il tema è che tutti pensano che il test serva a qualcosa". Il 22 febbraio 2020, il giorno dopo il paziente 1, il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro è scettico sull'uso dei tamponi a tappeto. Lo dimostra una chat con Francesco Curcio direttore del Dipartimento di medicina di laboratorio di Udine agli atti dell'inchiesta di Bergamo sul Covid in Val Seriana. In quel periodo la valutazione era non procedere con l'"uso massiccio dei tamponi", anche se da Londra era stato comunicato che "oltre due terzi dei portatori sani provenienti dalla Cina sono rimasi 'undetected' e hanno avuto il tempo di diffondere il virus". Brusaferro, quel giorno, commentava la situazione: "Come puoi immaginare siamo in continuazione in comitato di crisi". E Curcio: "Ho immaginato. Noi siamo preparati". Brusaferro: "Il punto è l'adozione sistematica delle precauzioni standard, droplets area". Il direttore del Dipartimento di Udine proseguiva:"Qui il problema adesso è l'iperafflusso: in un paio di ore abbiamo già un centinaio di richieste di test. Rischiamo di saturare i sistemi di accoglienza e quelli di diagnosi". Il presidente dell'Iss rispondeva "Già il tema è che tutti pensano che il test serva a qualcosa". "E poi così con questi numeri" - osservava Curcio - "adesso, senza una vera emergenza non oso pensare alle richieste che faranno quando avremo i primo casi. Facciamo presto a rimanere senza materiali". Allora si era deciso di eseguire i tamponi ai soli casi di sindrome simil-influenzale e di sindrome da distress respiratorio acuto. Inoltre annotano nella loro relazione gli investigatori, Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità, "evidenziava l'inutilità di sottoporre a tampone le persone asintomatiche ed il Ministero faceva propria questa indicazione, benchè il 25 febbraio 2020,  I tecnici, tra cui lo stesso Brusaferro, avessero ricevuto una mail da Londra su problema degli asintomatici. Sempre il 25 febbraio il presidente dell'Iss in un messaggio aveva affermato che "la polemica su tutte le" sindromi simil influenzali "da tamponare sta scoppiando! dobbiamo proporre rapidamente una soluzione".  Secondo la relazione tra i motivi per cui già allora non si sia proceduto con tamponi a tappeto trova anche spiegazione  nel fatto che "né il Ministero, né la task force istituita presso il Gabinetto, né il CTS, né, tantomeno, le Regioni, avevano previsto lo stoccaggio di tamponi e di reagenti, ma si erano limitati ad una semplice ricognizione dell'esistente.Nulla era stato fatto nemmeno riguardo l'ampliamento del numero di laboratori in grado di diagnosticare il Covid", tant'è che nelle prime settimane dell'epidemia "i tamponi processati nei laboratori regionali dovevano poi essere trasmessi a Roma per la conferma da parte del laboratorio dell'Iss"
- di Redazione Sky TG24

Inchiesta Covid, cosa emerge dalle carte dei pm? Le accuse in 10 punti

La Procura di Bergamo ha notificato la fine delle indagini e iscritto nel registro degli indagati 15 persone, tra cui l’ex premier Giuseppe Conte, l’ex ministro della Salute Roberto Speranza e anche l’attuale governatore di Regione Lombardia Attilio Fontana. Ecco quali sono i presunti errori imputati alle autorità politiche e sanitarie che si trovarono a fronteggiare l’aumento incontrollato dei casi di coronavirus.

- di Redazione Sky TG24

Inchiesta Covid, Conte: “Fontana non chiese la zona rossa. A marzo chiudemmo l’Italia”

Nel giugno 2020 sia l’allora presidente del Consiglio che Speranza hanno detto ai pm di non aver ricevuto alcuna richiesta dalla Regione Lombardia di istituire la zona rossa in Val Seriana, al contrario di quello che ha sostenuto il governatore. Agli atti anche una mail del 15 aprile 2020 inviata da Benedetta Allegranzi, all'epoca responsabile per il controllo infezioni dell'Oms, a Silvio Brusaferro: "L'Italia è il Paese con più bassa capacità di 'detection': avete trovato solo il 10% dei casi reali". LEGGI L'ARTICOLO

- di Redazione Sky TG24

Veneto, ieri 283 nuovi casi e nessuna vittima

I nuovi casi di Covid in Veneto sono stati 283 nella giornata di ieri contro i 468 del giorno prima dato che porta il totale a 2.694.221. Si segnala un calo delle persone infettate dal virus: attualmente i positivi al Covid sono 17.047 (-435). Il bollettino regionale non segnala nuove vittima, con il totale stazionario a 16.882 decessi da inizio pandemia . Pressochè in linea con il giorn precedente i dati dei ricoveri. con sono 881 pazienti (-3) in area medica e 30 (+1) in terapia intensiva.
- di Redazione Sky TG24

Covid, Zaia: "Non giudicare con gli occhi di oggi"

La verità è un diritto, "ma celebrare processi sulla pubblica via è disdicevole. È facile fare le analisi e dare giudizi con il senno di poi. In questo Paese ogni volta dopo un fatto eclatante si apre un'inchiesta. È una china pericolosa" perché così "finisce che chi ha delle responsabilità fa il suo compitino e pensa solo a proteggersi". Lo dice in un'intervista al Corriere della Sera il governatore del Veneto Luca Zaia, parlando dell'inchiesta di Bergamo sulla gestione del Covid nella Bergamasca.  Tutti, "in quei giorni, abbiamo fatto scelte più o meno azzeccate". Per il governatore "non si possono giudicare decisioni e comportamenti con gli occhi di oggi. Tutto va cristallizzato in quel momento".
- di Redazione Sky TG24

Covid, in India presto distribuito il primo vaccino nasale: cosa sappiamo sullo spray

Approvato alcuni mesi fa, si chiama iNCOVACC e viene prodotto dalla Bharat Biotec. È spruzzato direttamente nel naso: i test hanno mostrato che il prodotto induce una vasta risposta immunitaria, sia delle cellule T che di quelle della mucosa nasale, sede primaria di penetrazione del virus Sars-Cov2

- di Redazione Sky TG24

Covid, un vaccino all'anno in autunno come per l'influenza: la strategia di Usa e Gb

E la medesima strategia potrebbe essere presa in considerazione anche nel nostro Paese. Lo ha confermato l'immunologo Cossarizza. "E' la strada giusta anche per l'Italia, ormai abbiamo raggiunto un alto livello di immunità di popolazione", ha spiegato l'esperto

- di Redazione Sky TG24

Inchiesta Covid, il procuratore a Sky TG24: “Migliaia di vite potevano essere risparmiate” VIDEO

Antonio Chiappani commenta l'inchiesta sulla gestione della pandemia nella Bergamasca, chiusa a carico, tra gli altri, dell'ex premier Giuseppe Conte e dell'ex ministro della Salute Roberto Speranza. I pm scrivono che "Brusaferro impedì l'adozione di misure". E aggiungono: zona rossa avrebbe evitato 4mila morti

- di Redazione Sky TG24

Brusaferro: "su mascherine a medici siamo nel caos"

Siamo "nel caos". E' quanto scrive in una chat alla funzionaria dell'Oms Benedetta Allegranzi il presidente dell'Iss Silvio Brusaferro il 25 marzo del 2020. La conversazione è riportata nella maxi-informativa della Gdf sull'inchiesta Covid. L'argomento sono le mascherine per i medici.  Brusaferro fa riferimento ad una lettera dei medici ospedalieri Anaao-Assomed in cui si esprimeva preoccupazione per l'incolumità dei sanitari. "Capisco che è una situazione molto difficile (...) - scrive Allegranzi - bisognerebbe rispondere a questa lettera spiegando come stanno le cose (...) ma capisco sia difficile". "Domani ovviamente lo farò - risponde Brusaferro - Era solo per darti idea della pressione". "C'è movimento sull'upgrade dei mezzi di protezione? - chiede poi Brusaferro - Mi arrivano segnalazioni informali". La funzionaria Oms nega, e chiede da chi arrivi la segnalazione. Brusaferro fa il nome di un importante scienziato italiano, molto in vista in quei giorni. "E' mal informato" gli risponde l'altra. "E' che siamo nel caos" conclude Brusaferro. (
- di Redazione Sky TG24