Attentato di Macerata, Luca Traini premiato a un concorso di poesie in carcere

Cronaca

Ora il 32enne potrebbe avere la possibilità di partecipare alle finali regionali del campionato nazionale della Lega italiana poetry slam (Lips). La formula del concorso prevede tre incontri preparatori e poi la sfida tra detenuti e poeti

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Era il 3 febbraio 2018 quando sei migranti vennero feriti a colpi di pistola per le strade di Macerata da Luca Traini che viene poi condannato in via definiva a 12 anni di carcere per strage, con l'aggravante dell'odio razziale. Traini, che oggi è recluso nel carcere di Barcaglione ad Ancona, ha partecipato a un poetry slam, una disfida in versi tra poeti e detenuti, classificandosi terzo. A decidere è stata una giuria popolare, composta da altri detenuti. Ora il 32enne potrebbe partecipare alle finali regionali del campionato nazionale della Lega italiana poetry slam (Lips).

I primi due classificati sono due poeti

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L'iniziativa rientra in un laboratorio di poesia: "L'ora d'aria", organizzato dall'associazione Nie Wiem, in collaborazione con il Garante dei Diritti delle Marche e con il Comune di Ancona. Al primo a al secondo posto della classifica si sono piazzati due poeti professionisti toscani, esperti di poetry slam. La formula del concorso prevede tre incontri preparatori e poi la sfida tra detenuti e poeti: 3 minuti a testa, poesie proprie, costumi vietati.

"Traini sembra maturato"

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Tra gli ideatori del concorso anche Valerio Cuccaroni che di Traini dice: “Aveva partecipato a un incontro nel 2019, ma in quel momento era esaltato, qualcuno lo considerava un eroe...". L'uomo che Cuccaroni ha incontrato nel 2022 è un po' diverso. Pentito? "Diciamo maturato, consapevole del grave errore che ha commesso". Oltre alla passione per la palestra, ora "lo calma stare in mezzo ai libri. Gli abbiamo suggerito di leggere 'Lo straniero' di Albert Camus". Cuccaroni ha assistito a una crescita di Traini. "Il suo immaginario è intriso di elementi di estrema destra, come la mitologia nordica, noi gli abbiamo spiegato che la poesia si fa anche con piccole cose, lo abbiamo indirizzato verso il correlativo oggettivo di T.S. Eliot e Montale". Gli istituti di pena "sono luoghi in cui l'umanità è nuda, sospesa tra l'inferno dantesco e la possibilità di riscatto", conclude Cuccaroni, che spera che un numero sempre maggiore di detenuti "studi e si laurei".  

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