"Sull'orlo della frana", abusivismo e terre fragili: il reportage di Sky TG24 in Calabria

Cronaca

Erosione costiera, paesi appesi ai versanti delle alture, case costruite abusivamente nelle fiumare. Da Reggio Calabria a Catanzaro, la regione è a rischio, dicono concordi geologi, amministratori e associazioni ambientaliste. Moltissime le richieste di condono: solo nel capoluogo, su 180mila abitanti, se ne contano circa 30mila

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La frana che ha colpito il comune di Casamicciola, a Ischia, nella notte tra il 25 e il 26 novembre, ha riportato al centro del dibattito il tema dell’abusivismo edilizio e del dissesto idrogeologico. Un problema che va oltre la Campania e che investe altre regioni, come ad esempio la Calabria. Nel reportage di Sky TG24 “Sull’orlo della frana”, Giorgia De Benetti – in viaggio tra Reggio Calabria e Catanzaro - racconta un territorio fragile, soggetto a frane e alluvioni, dove il rischio è aggravato da costruzioni illegali in luoghi poco sicuri. Montagne e corsi d’acqua, visibili e sommersi, scivolano verso il mare alternandosi a paesi appesi ai versanti delle alture. Nei letti verdi dei fiumi riposano anche alcuni rifiuti, come ad esempio gli elettrodomestici. Molte le richieste di condono in attesa di risposta, in una regione dove si parla anche di erosione costiera e commissariamenti. Nell’unico rapporto scientifico esistente, risalente ormai al lontano 2001, si mette nero su bianco che gran parte del territorio è a rischio idrogeologico. Geologi, associazioni ambientaliste e amministratori locali chiedono aiuto e avvertono: “Ci sono stati guai. Altri potrebbero arrivare”.

A Reggio Calabria "su 180mila abitanti ci sono 30mila richieste di condono"

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“Ogni Comune di questa Regione ha almeno un pezzettino del proprio territorio che è a elevato rischio frana o rischio idraulico”, spiega il geologo Alfonso Aliperta. “Il rischio idrogeologico è altissimo”, gli fa eco Luigi Sabatini, ingegnere. Anche perché, “chiaramente, nel momento in cui si costruisce in maniera abusiva”, gli immobili non sono sottoposti “ad alcuna forma di verifica”. A Reggio Calabria, su una popolazione di circa 180mila abitanti, ci sono “una trentina di migliaia di richieste di condono”, dice Aliperta, secondo cui “servirebbero interventi di manutenzione del territorio, oltre ad avere il coraggio di delocalizzare, nei casi più critici”. Nella fiumara di Valanidi sono state costruite strade e abitazioni abusive. Qui, fa notare Aliperta, “alcune abitazioni ricadono proprio nel greto del corso d’acqua”. La presenza dell’uomo nella fiumara è chiara: lo si vede dall’immondizia che si incontra percorrendola. 

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Nel piccolo Comune di Gimigliano, in provincia di Catanzaro, alzando gli occhi verso le alture si nota “una specie di anfiteatro, nella parte alta della montagna”. Qui si vede lo stacco di una delle frane che ha colpito il paese, spiega Fabio Procopio, geologo consulente del Comune. Frana su cui “poggia l’abitato di Gimigliano”. Tutta la parte nuova del centro popolato "ricade in rischio idrogeologico R4”, quello molto elevato. I problemi del dissesto, continua il geologo, si vedono “ad ogni pioggia, perché le strade e le varie abitazioni vengono investite da questo movimento lento ma continuo che si sta ripetendo da più anni”. Camminando per Gimigliano si incontra un’area sottoposta a sequestro: si è costruito abusivamente su un territorio franoso. Poco tempo fa, in seguito a un temporale, è crollata la rampa d’accesso alla casa. Il sindaco del Comune, Laura Moschella, lancia un allarme. Con l’abusivismo edilizio si è cercato di “cambiare l’effetto della natura. Ma la natura riprenderà sempre il suo territorio”. Per questo bisogna evitare i condoni, “che non hanno senso, perché non fanno altro che incentivare l’abusivismo”, con il rischio che gli abitanti del paese debbano “essere evacuati da un momento all’altro”. La gente, continua Moschella, “ha paura. Ho paura anche io. Io vivo sotto la frana con mio figlio. Ogni notte che piove ho paura”. 

Gimigliano e la lotta per un nuovo ponte

A Gimigliano si è ricostruito tutto il piano viario poco tempo fa, ma “in meno di tre anni e mezzo si sono di nuovo verificati dissesti. La strada continua ad abbassarsi. Il ponte che attraversa il fiume – dice Vincenzo Lavarone, ingegnere responsabile area comune di Gimigliano - è in gravi condizioni. È oggetto di progettazione e di finanziamento. C’è stata una frana nel 2011, quindi è stato per alcuni anni chiuso e consolidato. Adesso è riaperto con una sola corsia e limitazioni di traffico: i mezzi pesanti non possono passare. Ma vi sono problemi per esempio anche per i Vigili del fuoco”. Il rischio è che il ponte “possa cadere”. Nonostante i tavoli tecnici aperti in Prefettura per chiedere un intervento serio, dice la sindaca Moschella, Gimigliano ancora lotta per “avere questo ponte nuovo”.

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