Terni, incendio nell'azienda di rifiuti Ferrocart: scuole chiuse e nube nera sulla città

Cronaca

Dopo il rogo generato da alcuni cumuli di plastica, il sindaco ha disposto con un'ordinanza la chiusura di tutti gli istituti del Comune a scopo precauzionale. Vietati anche la raccolta di prodotti agricoli e il pascolo. Le operazioni di spegnimento dei vigili del fuoco sono andate avanti tutta la notte 

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Scuole chiuse nel Comune di Terni, dopo l’incendio che domenica 20 febbraio ha coinvolto la Ferrocart, azienda che recupera e ricicla rifiuti urbani e speciali non pericolosi. Il rogo ha generato una densa nube nera che ha raggiunto molte zone della città. Nell’impianto di smaltimento, che si trova nella periferia di Terni, avevano preso fuoco alcuni ammassi di rifiuti plastici che hanno generato una colonna di fumo nero dall’odore acre. L'incendio è stato domato dai vigili del fuoco dopo ore di lavoro notturno.

Divieto anche di raccogliere prodotti agricoli alimentari e di pascolo 

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L’Arpa Umbria, allertata durante le fasi più violente dell’incendio, ha monitorato la qualità dell’aria e, dopo un incontro in Comune con l’Usl, e oltre alla chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado a scopo precauzionale, il sindaco della città Leonardo Latini ha deciso con un’ordinanza di vietare, nel raggio di tre chilometri dalla sede della Ferrocart, anche la raccolta di prodotti agricoli alimentari, anche quelli destinati al foraggio, oltre al divieto di raccogliere funghi e far pascolare gli animali. 

Lezioni regolari nei territori di Marmore, Casali di Papigno, Collestatte e Piediluco

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Le uniche scuole che possono svolgere regolarmente le lezioni sono gli istituti che si trovano a Marmore, Casali di Papigno, Collestatte e Piediluco. L’ordinanza, scritta su indicazione dell’Usl Umbria 2 e di Arpa, è stata redatta nel rispetto del massimo principio di precauzione, in attesa di conoscere nel dettaglio i dati sulla qualità dell'aria. La scelta di chiusura della scuole si lega alle regole anti-Covid che impongono di arieggiare spesso le aule.

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