Giorgianni, chiesta apertura pratica al Csm per parole su Green pass. Lui: lascio la toga

Cronaca

I togati della corrente Area chiedono provvedimenti per il giudice che ha parlato sul palco di Roma, sabato scorso, in occasione della manifestazione contro il green pass.

Bufera sul giudice Angelo Giorgianni. I togati della corrente riformista di sinistra Area, Giuseppe Cascini, Elisabetta Chinaglia, Alessandra Dal Moro, Mario Suriano e Giovanni Zaccaro, hanno chiesto al Csm di aprire una pratica urgente sul magistrato. Obiettivo, scrivono, quello di verificare l’impatto della condotta del giudice  sulla percezione della sua indipendenza quale magistrato. i fatti risalgono a sabato scorso quando Giorgianni ha partecipato alla manifestazione "No Green Pass" di Roma, culminata con l’attacco alla sede della Cgil.

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C’era anche lui sul palco, ad attaccare il governo, chiedendo una "Norimberga" contro l’esecutivo. Giorgianni ha però precisato di condannare gli atti di violenza che sono avvenuti. "La manifestazione è una cosa – ha detto – quello che è successo fuori è diverso. In quella piazza c’erano mamme, bambini e lavoratori, ed era una piazza internazionale, senza simboli di partiti, e pacifica. Se poi, fuori da quella piazza, qualche delinquente ha commesso atti criminali, non c’entra niente con la manifestazione contro il "Green-Pass".

Giorgianni: "Lascio la toga"

Dopo gli attacchi ricevuti Giorgianni ha annunciato di voler lasciare la toga, chiedendo di andare in pensione dal prossimo gennaio. Ma la richiesta di collocamento a riposo che ha presentato al Csm - a quanto riferiscono fonti di Palazzo dei marescialli - decorrerebbe da gennaio del 2022. "Se il fatto di indossare la toga mi deve limitare a esprimere la mia opinione sulla legittimità di atti o di provvedimenti, o peggio ancora a denunciare fatti penalmente rilevanti, anche se riguardano rappresentanti delle istituzioni, allora preferisco lasciare la toga"

Giorgianni è uno degli autori del libro "Strage di Stato. Le verità nascoste del Covid 19", con l prefazione del magistrato Nicola Gratteri, ma contesta la definizione di "no vax". "Io - spiega parlando con i cronisti - sono per la libertà di decidere se vaccinarsi o meno, quindi contro il Green pass. Ho fatto i precedenti vaccini, ma questo no. C'è stata troppa fretta, ingiustificata dal fatto che ci sono le cure precoci, come ho più volte  segnalato anche al governatore della Sicilia Nello Musumeci e all'assessore alla Salute, Ruggero Razza". "In questo momento - osserva il giudice ritornando sulla sua decisione - c'è in ballo una battaglia troppo importante, perché c'è chi vuole limitare la nostra libertà di pensiero e imporre una propria visione. Non potevo restare  magistrato perché voglio poter parlare liberamente contro questa parte anche dello Stato che ci vuole imporre le proprie idee. Io sono una persona di parola avevo detto che mi sarei dimesso e l'ho fatto".

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