Mostro di Firenze, sopralluogo "cinematografico" a Scopeti

Cronaca

A 36 anni dal duplice omicidio dei francesi Nadine Mauriot e Jean Michel Kraveichvili, il bosco degli Scopeti di San Casciano Val di Pesa è il protagonista dei rilievi di una troupe cinematografica

Sopralluogo nel bosco di Scopeti, luogo dell'ultimo delitto attribuito al Mostro di Firenze... per girare una fiction. Nella mattinata si era diffusa la notizia di rilievi in corso della polizia scientifica laddove, il 9 settembre 1985, vennero trovati i cadaveri dei francesi Nadine Mauriot e Jean Michel Kraveichvili. Notizia smentita dalla Questura di Firenze che ha specificato come, la presenza degli investigatori, sarebbe stata dettata solo da esigenze di 'copione' per realizzare un nuovo film. 

Il sopralluogo "cinematografico"

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Il sopralluogo di questa mattina non appare, dunque, collegato a nuove esigenze investigative su richiesta della Procura di Firenze.  La ricostruzione, a fini cinematografici, del duplice delitto (l'ultimo) nella piazzola di Scopeti si avvarrà infatti delle più avanzate e sofisticate tecnologie di indagine che consentiranno di ricostruire con estrema precisione i luoghi secondo la topografia di 36 anni fa. Secondo le perizie dell'epoca, dopo alcuni colpi di calibro 22 sparati all'indirizzo dei due occupanti della tenda, l'uomo tentò la fuga, ma venne afferrato dall'assassino e ucciso con un coltello.

L'intervista dell'ex capo della Squadra Mobile

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Processo al mostro di Firenze, archiviate indagini ultimi due indagati

A più di 3 decenni dall'ultimo duplice delitto del Mostro di Firenze, secondo Michele Giuttari, ex capo della Squadra Mobile di Firenze, c’è ancora da scavare nelle carte delle indagini. In un’intervista a La Nazione dice: "Dopo l’ultimo delitto deve essere successo qualcosa. Per la prima volta sono stati minacciati i tre pubblici ministeri che indagavano inviando loro una cartuccia a testa e un chiaro messaggio di morte. Al magistrato donna, che aveva indagato in alcuni delitti, è stato inviato un pezzettino di pelle asportato dal corpo della vittima francese. A distanza di un mese esatto, nel lago Trasimeno, è stato trovato morto il medico perugino sospettato di avere a che vedere con i delitti, una morte non accidentale o per suicidio come all’epoca ipotizzato, ma per un’azione violenta come accertato nell’unica autopsia eseguita a distanza di anni dopo la riesumazione del cadavere".

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