No Vax indagati, ipotizzavano violenze su Telegram. In chat anche l’indirizzo di Draghi

Cronaca
Ipa/Ansa

Operazione della polizia. Sulle chat sarebbero state pianificate azioni anche con armi durante un imminente raduno nella capitale di persone contrarie ai vaccini anti-Covid. Oltre alle abitazioni, i controlli hanno riguardato pc, cellulari, tablet e account social. Nelle conversazioni scambiato anche un indirizzo del presidente del Consiglio, già circolato in occasioni di precedenti proteste

Si definivano "i guerrieri" e da diverse parti d'Italia si riunivano su alcune chat di Telegram, ipotizzando violenze, anche con armi, durante un raduno No Vax in programma a Roma sabato prossimo. In chat sarebbe circolato anche un indirizzo legato al presidente del Consiglio Mario Draghi. Tra gli obbiettivi da aggredire diversi giornalisti. Per questi motivi 5 donne e 3 uomini di una delle frange più scalmanate dei contrari ai vaccini anti-Covid, sono stati individuati nel corso di un'operazione della polizia di Stato, coordinata dalla Sezione distrettuale Antiterrorismo della Procura di Milano, e risultano indagati Perquisizioni sono scattate in diverse città: a Milano, Bergamo, Roma, Venezia, Padova e Reggio Emilia. Oltre alle abitazioni degli indagati, i controlli hanno riguardato pc, cellulari, tablet e account social (COVID, AGGIORNAMENTI - SPECIALE).

Otto perquisizioni a Milano

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Le indagini, coordinate dalla procura di Milano, sono state condotte dalla Digos e dalla polizia postale. Nel capoluogo lombardo, una delle città al centro dell'operazione, le perquisizioni operate dalla Digos sono state otto. 

In chat l'indirizzo del premier Draghi

In una delle conversazioni degli otto indagati, sarebbe stato scambiato anche l'indirizzo dell'abitazione del premier Mario Draghi. Tra i messaggi della chat, i No Vax scrivevano: "L'appartamento di Mario Draghi è situato al civico n... del quartiere... Ma questa fonte non è sicura". Gli inquirenti precisano che l'indirizzo finito nella conversazione è un civico istituzionale che era già circolato in occasione di precedenti proteste contro i vaccini anti Covid.

 

Polizia: "Su Telegram incitamento a realizzare azioni violente"

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Oltre all'intenzione di partecipare in massa alla manifestazione prevista nella capitale, gli indagati avrebbero incitato gli altri membri del gruppo Telegram a realizzare azioni violente nelle rispettive province di residenza "contro non meglio precisati obiettivi istituzionali o approfittando della visita di esponenti dell'esecutivo, come quella, poi annullata, prevista a Padova lo scorso 2 settembre da parte del ministro della Salute, Roberto Speranza". Lo riferisce, in una nota, la Questura di Milano. I membri della frangia avrebbero inoltre avuto "l'effettiva intenzione di realizzare una riunione preparatoria in vista dell'appuntamento romano e di approvvigionarsi di armi bianche da utilizzare in quell'occasione".

Minacce contro la stampa

"Quando andremo a Roma i primi" da aggredire "sono i giornalisti", affermavano in chat gli 8 No Vax coinvolti nell'operazione della polizia di Stato invitando a "usare le molotov" (che non risulta possedessero) per "far saltare i furgoni delle tv". Secondo quanto riferito in questura a Milano, per la stampa, ritenuta asservita al regime, avevano un vero e proprio odio.

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