Genova, la cerimonia in ricordo delle vittime a tre anni dal crollo del Ponte Morandi

Cronaca
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Alle 11:36, ora del disastro, si è osservato un minuto di silenzio e contemporaneamente, sulla passerella intitolata ai morti, alcuni cittadini comuni e sfollati hanno lanciato nel torrente Polcevera 43 rose bianche. Prima la lettura dei nomi nella Radura della Memoria. La ministra Cartabia: mai rischio prescrizione per questo processo. Draghi: "Impegno perché non accada mai più". Avviata oggi la costruzione del Parco della Memoria, disegnato da Stefano Boeri

Genova ricorda le vittime del crollo del Ponte Morandi, a tre anni dalla tragedia. Alle 11:36, ora del disastro, si è osservato un minuto di silenzio e contemporaneamente sulla passerella che da ieri sera porta il nome "14 agosto 2018, in memoria delle 43 vittime del crollo del ponte Morandi", cittadini comuni e sfollati hanno lanciato nel torrente Polcevera 43 rose bianche, il lancio sarà accompagnato dai rintocchi di una campana tibetana, come avviene il 14 di ogni mese. Poco prima la cerimonia era iniziata con l'esecuzione per voce e piano dell'Adagio in sol minore di Albinoni e i nomi delle 43 vittime del Ponte Morandi che sono passati sul maxischermo allestito nella Radura della Memoria. Tre corone con rose bianche e rosse sono state deposte: una l'ha inviata il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, una il Governo ed una è dei familiari delle vittime. Sulla Radura della Memoria sono presenti i ministri Cartabia e Giovannini, il governatore Toti e il sindaco Bucci, le più alte cariche civili e militari della Liguria oltre che monsignor Tasca arcivescovo di Genova e l'imam Salah Hussein (L'ALLENATORE DELLA SAMPDORIA DEPONE 43 ROSE).

Draghi: impegno perché non accada mai più

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Un messaggio di vicinanza è arrivato dal premier Mario Draghi: "A tre anni dalla caduta del Ponte Morandi, voglio esprimere la più sentita vicinanza del governo e mia ai familiari delle 43 vittime, a tutti i feriti, e a chi ancora oggi soffre le conseguenze di quel trauma. Non voglio entrare nel merito della vicenda giudiziaria, che farà il suo corso. Sono anche consapevole che qualsiasi messaggio non può riportare in vita i vostri cari né cancellare il vostro dolore e quello di tutta la città. Voglio però riaffermare l'impegno del governo affinché non si verifichino mai più eventi così tragici e dolorosi".

Cartabia: mai rischio prescrizione

"Non c'è mai stato rischio di prescrizione per il processo sul ponte Morandi, almeno per i reati più gravi”, ha detto la ministra della Giustizia Cartabia alla cerimonia di commemorazione. La frase della ministra è stata salutata da un applauso. "Sono qui da madre”, ha proseguito commossa. Cartabia ha voluto rassicurare i parenti delle vittime. "Occorre sempre una chiara parola di giustizia e che la giustizia arrivi presto, una giustizia che guarda sempre alle persone. Dal baratro di quel 14 agosto - ha detto - usciremo se contribuiremo a una cultura nuova, una cultura di sicurezza”.

Il ricordo a tre anni dalla tragedia

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In mattinata, con la celebrazione della messa nella basilica di Certosa, celebrata dall'arcivescovo Marco Tasca, erano cominciate le cerimonie del terzo anniversario del crollo di Ponte Morandi che il 14 agosto del 2018 causò 43 vittime e portò a sfollare 619 persone e ad abbattere quattro edifici civili. Poi è stata la volta della cerimonia per l'avvio della costruzione del Parco della Memoria, disegnato dall'architetto Stefano Boeri, con la demolizione di alcuni edifici. Con un colpo di benna su un piccolo edificio da demolire sono partiti i lavori propedeutici alla realizzazione del "Memoriale 14.08.2018" in ricordo delle 43 vittime. Boeri, progettista del memoriale, ha presentato il progetto alle autorità: "Ormai un anno e mezzo fa abbiamo visitato questo spazio, sono stati i familiari delle vittime a volere che fosse realizzato qui, dove c'era la pila 9 (quella che cedendo ha innescato il crollo del viadotto, ndr) - ha detto - la forza delle macerie era già un invito a costruirlo qui". La struttura sarà ricavata, in parte, da un ex capannone che ospitava mezzi della municipalizzata per i rifiuti Amiu nella zona della pila 9 del vecchio Ponte Morandi e sotto uno degli impalcati del nuovo viadotto. Nel capannone principale si trovano ancora alcune macerie del ponte, i reperti in vista del processo, ed è per questo che per l'avvio del cantiere vero e proprio servirà prima il dissequestro da parte della procura.

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