Covid, Crisanti a Sky TG24: "Il virus non è ancora scomparso"

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Il direttore del dipartimento di Microbiologia dell'Università di Padova, riguardo alle riaperture: “Determinati comportamenti, in questa situazione, sono più sicuri di quanto non lo fossero prima”. E sulle mascherine ipotizza che potranno essere tolte completamente "verso ottobre-novembre". La fine della pandemia? "Quando avremo il vaccino per i Paesi poveri"

“Il virus non è scomparso. Quello che sta succedendo è che c’è un elevato numero di vaccinati, circa 25 milioni, e probabilmente 14 milioni di guariti e questo fa una massa notevole che blocca la diffusione del virus. Determinati comportamenti, in questa situazione, sono più sicuri di due o tre mesi fa”. A dirlo, a Sky TG24, è il professor Andrea Crisanti, direttore del dipartimento di Microbiologia dell’Università di Padova. “La curva è in diminuzione”, spiega ancora Crisanti, che però sottolinea: "A mio avviso non riflette la situazione attuale in maniera corretta. Dal 26 aprile ad oggi ci sono stati 7mila decessi che non si giustificano con il numero di casi registrati , in questi mesi avremmo dovuto avere 100mila contagiati che non abbiamo"(AGGIORNAMENTI LIVE - SPECIALE - LA SITUAZIONE IN ITALIA CON MAPPE E INFOGRAFICHE - DATI E GRAFICI SUI VACCINI).

Crisanti: "Mascherine completamente via verso ottobre-novembre"

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"Verso luglio, all’aperto, una volta raggiunta un’elevata percentuale di vaccinati, potremo levare le mascherine", ha poi detto Crisanti. "Le leveremo completamente verso ottobre-novembre, se di dimostrerà che la vaccinazione dura per lo meno un anno. Questo elemento e l’emersione di varianti sono le cose che limiteranno da ottobre in poi la nostra qualità della vita”, ha aggiunto. 

 

"La pandemia finirà quando avremo il vaccino per i Paesi poveri" 

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Mentre sulle tempistiche ipotizzabili per la fine della panemia, l'esperto sottolinea: "Finirà quando svilupperemo un vaccino adatto ai Paesi poveri", che costi poco, che "non debba utilizzare la catena del freddo e che funzioni con una sola dose. Pensiamo solo che l’India è un incubatore di varianti e il mondo non si può permettere che esistano situazioni del genere”.

"Variante indiana risponde bene ai vaccini"

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“La variante indiana ha una maggiore trasmissibilità di quella inglese. E ogni variante con maggiore trasmissibilità aumenta la percentuale di vaccinati necessaria per raggiungere l’immunità di gregge. Ma ci sono ancora pochi dati su di una sua maggiore aggressività. La notizia buona è che gli anticorpi che sono stimolati dai vaccini attuali sono sufficienti per neutralizzarla, mentre quella brasiliana e quella sudafricana sono neutralizzate meno, però è anche vero che chi si infetta non sviluppa una malattia gravissima”, ha detto inoltre Crisanti.

"Nella vaccinazioni ai giovani nessuna reazione avversa accettabile"

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Mentre sulle vaccinazioni ai ragazzi, l'esperto precisa: “Ci sono diversi modelli che dimostrano che senza i giovani non si raggiunge l’immunità di gregge. Questo pone un problema di carattere etico importante, perché i ragazzi se si ammalano hanno una malattia leggerissima e in questa pandemia nessun morto sotto i diciotto anni, per questo i criteri di sicurezza devono essere particolarmente elevati e non si deve tollerare neanche una reazione avversa grave. Affrontiamo un campo ancora sconosciuto, penso che al primo episodio di effetti collaterali bisogna verificare che non siano dovuti al vaccino”.

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