Dossier Oms, fonti: Speranza non agì per far rimuovere il report Covid sull’Italia

Cronaca
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Secondo fonti giudiziarie legate all’indagine della Procura di Bergamo sulla gestione della pandemia e sul mancato aggiornamento del piano pandemico nazionale, il ministro della Salute non sarebbe intervenuto per la rimozione dal sito web dell'Oms del rapporto An unprecedented challenge - Italy's first response to Covid-19. Speranza: “Quel documento era una fotografia numerica con dei giudizi legittimi, dove ci sono anche giudizi lusinghieri. Quelle scelte sono state tutte dell'Oms"

Non ci sono elementi per ritenere che il ministro della Salute Roberto Speranza sia intervenuto per la rimozione dal sito web dell'Oms del report - redatto dal team di ricercatori della divisione europea dell'organizzazione - dal quale risultava l'inadeguatezza dell'Italia nel fronteggiare la pandemia. Lo hanno riferito all'Ansa fonti giudiziarie, nell’ambito dell'indagine della Procura di Bergamo sulla gestione dell'emergenza Covid, specialmente in Val Seriana, e sul mancato aggiornamento del piano pandemico nazionale.

Speranza: “Le scelte fatte non riguardano il governo italiano”

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Dagli atti d'inchiesta, in cui sono contenuti alcuni WhatsApp inviati dal direttore vicario dell'Oms Ranieri Guerra al presidente dell'Iss Silvio Brusaferro nei giorni successivi alla rimozione dello studio, emerge solo che il ministro Speranza sapeva ed era irritato per la pubblicazione del report intitolato An unprecedented challenge - Italy's first response to Covid-19. Il titolare del dicastero della Salute oggi, ospite a “Mezz'ora in più”, ha spiegato che le scelte fatte sul dossier dell'Oms sono state fatte dall'Oms stesso e non dal governo italiano. "In quei mesi così difficili avevamo rapporti stretti, l'indagine della magistratura dimostrerà la correttezza delle istituzioni. Le scelte fatte non riguardano il governo italiano - ha detto Speranza - Il piano pandemico antinfluenzale risaliva al 2006 ed era sempre stato considerato adatto perché era antinfluenzale, non anti-Covid, e i nostri tecnici dopo hanno attivato un piano Covid. Quel documento era una fotografia numerica con dei giudizi legittimi, dove ci sono anche giudizi lusinghieri". Poi ha commentato la vicenda della mail del 14 maggio ricevuta da Guerra, dopo la quale il report era stato rimosso dal sito dell’Organizzazione: "Quella mail ci informava che era stato pubblicato quel report e ci riportava un dibattito legittimo all'interno dell'Oms".

L’inchiesta

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Il 9 aprile è emerso che Ranieri Guerra è indagato nell'inchiesta della Procura di Bergamo. Sentito come testimone, lo scorso 5 novembre, non avrebbe detto la verità in merito non solo al mancato aggiornamento del piano pandemico, ma anche sulle presunte pressioni nei confronti di Francesco Zambon, uno degli allora ricercatori della divisione europea dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, per ottenere la rimozione dalla pagina web dell'Oms di alcuni passaggi del dossier An unprecedented challenge - Italy's first response to Covid-19. "Sono stupito e amareggiato per questa situazione, non conosco di cosa si tratti, non ho la più pallida idea sul perché i magistrati abbiamo deciso in tal senso", aveva commentato Guerra. "Ho ricevuto pressioni da parte del direttore aggiunto Guerra in relazione ad alcuni punti" del rapporto intitolato 'An unprecedented challenge - Italy's first response to Covid-19', aveva scritto Zambon in una mail riportata in una rogatoria trasmessa un mese fa all'Oms dai pm bergamaschi.

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