Covid, cresce l'emergenza in Veneto, arriva container per le bare

Cronaca

Il sistema sanitario veneto è ormai da giorni sotto pressione per l’aumento dei contagi e dei morti. L’aggravamento della situazione porta con sé il conseguente problema delle celle mortuarie che iniziano a riempirsi. In via precauzionale un container per accogliere salme è stato collocato all’ospedale di Legnago 

A Legnago, cittadina di 25 mila abitanti in provincia di Verona, si vivono momenti di angoscia. La notizia confermata dall’Ulss 9 del container frigorifero collocato tra l'edificio dell’obitorio e il pronto soccorso dell'ospedale "Mater Salutis" ha restituito la misura della gravità della situazione. E se è inevitabile che tornino alla mente le tristi immagini dei camion militari in fila con le bare dei morti di Bergamo, l’Ulss 9 spiega alla cittadinanza la ragione della misura adottata in via precauzionale. Il regolamento infatti impone di tenere sempre un posto libero nelle celle mortuarie per eventuali casi che necessitano di autopsia e "l'incremento dei decessi ha reso necessario provvedere con questa struttura provvisoria, per motivi di decoro”. Tutte le province del Veneto sono in affanno nella gestione della pandemia, gli ospedali sono pieni ed Verona è quella più colpita da questa seconda ondata.

Container anche nel cimitero di Verona

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Due container frigorifero sono stati collocati nel cimitero monumentale di Verona per accogliere le salme che in gran numero, a causa dei decessi per Covid, affluiscono dai  due ospedali cittadini, il Polo Confortini di Borgo Trento e il Policlinico di Borgo Roma. La decisione è stata presa dall'Agec, l'azienda comunale che gestisce i servizi cimiteriali e le onoranze funebri. L'incremento del numero di  morti sta facendo dilatare sensibilmente anche i tempi per la cremazione, che solitamente avveniva entro quattro giorni dal decesso, ma anche dei funerali. In alcuni casi le prima data disponibile per le esequie è il 28 dicembre. 

L'ordinanza di Zaia per le festività

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Da giorni ormai il governatore del Veneto sta cercando di gestire l’emergenza sanitaria che nella sua regione ha segnato numeri record tra contagi e vittime, con l’inevitabile pesante ricaduta su medici e infermieri che sono allo stremo. Per questa ragione, senza aspettare la decisione del governo sulle misure restrittive per le festività, Zaia ha firmato una nuova ordinanza stabilendo la chiusura dei confini comunali dalle ore 14 nel periodo compreso tra il 19 dicembre e il 6 gennaio. "E' una sorta di zona arancione 'ridotta'", ha detto - spiegando che questo provvedimento "mantiene inalterate tutte le attività produttive e commerciali. Ma dalle 14 si lavora solo con i cittadini della propria città", ha aggiunto.

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