Cotticelli: "Piano Covid Calabria l’ho fatto io, forse mi hanno drogato"

Cronaca

"Non so cosa mi sia successo durante quell'intervista. Non ero io quello che parlava, sembrava la mia controfigura" ha detto il generale durante una trasmissione televisiva

Continuano le polemiche sulla gestisione sanitaria della pandemia (LIVEBLOG - SPECIALE) in Calabria. La Regione è ad alto rischio, tanto da essere classificata come area rossa. Il nuovo commissario alla Sanità, Giuseppe Zuccatelli (VIDEO), appena nominato, assumerà l'incarico appena compiuta la quarantena, perché positivo al Covid. Il suo predecessore, Saverio Cotticelli, si è dimesso sabato, dopo l'intervista andata in onda nel corso della trasmissione di Rai Tre "Titolo V", durante la quale Cotticelli ha dichiarato di non aver realizzato il piano Covid per la Calabria, dicendo di non sapere che il compito spettava al commissario alla Sanità. Il generale era stato nominato dalla ministra Grillo durante il primo governo Conte ed è stato poi confermato dal secondo governo Conte. Cotticelli durante la trasmissione "L'Arena" su La7 si è detto sconcertato: "Non so cosa mi sia successo durante quell'intervista. Non ero io quello che parlava, sembrava la mia controfigura. In realtà il Piano anticovid in Calabria è già pronto da giugno e l'ho fatto io".

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"Quell'intervista - ha aggiunto Cotticelli - è stata preceduta da una serie di attacchi mediatici e politici molto pesantI nei miei confronti. La verità è che quando in Calabria tocchi degli interessi particolari devi essere eliminato. Sono stato vittima di un piano elaborato da menti raffinatissime. Alla struttura commissariale, tra l'altro, è stato accollato un debito di 100 milioni accumulato dal Policlinico Mater Domini risalente al 2014. Sono accaduti, in sostanza, fatti molto gravi". Cotticelli ha anche ricordato che il giorno del suo insediamento si recò dal Procuratore della Repubblica  di Catanzaro, Nicola Gratteri, al quale chiese i criteri ai quali doveva improntare il suo lavoro. "La risposta del procuratore Gratteri - ha detto Cotticelli - fu di lavorare giorno e notte e di non andare a pranzo ed a cena con nessuno. Consiglio che ho eseguito alla lettera". 

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