Duplice omicidio Lecce, è ancora caccia al killer. L’autopsia: ha agito con ferocia

Cronaca
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Secondo quanto confermato dall’esame autoptico, l’assassino di Daniele De Santis e della sua compagna Eleonora Manta ha infierito sui corpi dei due giovani con grande insistenza e violenza. L’autore del delitto è tutt’ora ricercato: proseguono le indagini 

L’assassino di Daniele De Santis e di Eleonora Manta, i due giovani uccisi a coltellate lo scorso lunedì 21 settembre nel palazzo a Lecce dove vivevano insieme, ha agito con violenza e ferocia. Questi i primi risultati dell’autopsia iniziata ieri, 23 settembre, dal medico legale Roberto Vaglio e durata oltre cinque ore. C’è attesa per il termine della necroscopia sui due corpi che potrebbe rivelare ulteriori dettagli sul duplice delitto. Intanto l’assassino non è stato ancora individuato e proseguono le indagini delle forze dell’ordine.

Confermata la ferocia e la violenza

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Le prime conferme sulla violenza del duplice omicidio erano già arrivate dalla prima fase dell'esame autoptico eseguito nell'obitorio dell'ospedale Vito Fazzi di Lecce. Sui due corpi ci sono infatti evidenti ferite, risultate esiziali, provocate da un’arma da taglio e anche le grosse chiazze di sangue sparse sulle scale del condominio di via Montello, dove i fidanzati abitavano, avevano fatto intuire quanto violenta e insistita fosse stata l'azione dell’assassino. Intanto in città, ma soprattutto nel quartiere dov’è avvenuto il delitto, non lontano dal centro e dalla stazione ferroviaria, si è diffuso un clima di apprensione nell'attesa che l'assassino venga individuato e arrestato.

Le indagini

È ancora giallo sull'omicida ricercato ormai da giorni: attorno a lui sembra stringersi sempre più il cerchio delle indagini. Anche se fonti inquirenti hanno smentito le voci su un sospettato già interrogato, altre fonti vicine alle indagini parlano con insistenza di una persona che sarebbe al centro dell'attenzione degli investigatori. Si sa che, oltre all'ascolto di testimoni, si sono susseguite perquisizioni e acquisizioni di materiale, e che l'attività investigativa è stata particolarmente intensa in uno dei paesi della provincia di Lecce, Aradeo. Una delle tracce seguite è quella di quel nome, 'Andrea', gridato da Eleonora prima di essere uccisa. Lo hanno raccontato i testimoni che hanno detto agli investigatori di averla sentita gridare "Andrea no, Andrea" prima che i fendenti uccidessero entrambi e di avere visto poi fuggire un uomo con un coltello in mano, con il cappuccio di una felpa nera calato sulla testa, guanti neri e uno zainetto giallo sulle spalle. Si cercano tracce dell'assassino anche nelle immagini delle telecamere che si trovano lungo il percorso che potrebbe avere seguito per la fuga.

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