Riaprono nidi e materne, le istruzioni per destreggiarsi tra le regole anti-Covid

Cronaca

Giulia Floris

Tra mascherine e visiere per le insegnanti, tempi di inserimento ridottissimi e aule spesso spoglie dei vecchi giochi, le scuole materne e gli asili nido di Milano hanno riaperto il 7 settembre, in anticipo su gran parte del resto di Italia. Lo psicoterapeuta Pellai: "Fondamentale conciliare le esigenze di prevenzione con il benessere psicoemotivo dei bambini"

Tra mascherine e visiere per le insegnanti, tempi di inserimento ridottissimi per i bimbi nuovi e aule spesso spoglie dei vecchi giochi, le scuole materne e gli asili nido di Milano hanno riaperto il 7 settembre, in anticipo su gran parte del resto di Italia. Una sfida non semplice quella di conciliare le esigenze di prevenzione dei contagi con i bisogni dei bambini della fascia 0-6 anni, cui ha cercato di dare risposta il  patto di responsabilità del Comune di Milano, declinato poi in maniera diversa dalle varie scuole.

Accoglienza e inserimento momenti fondamentali 

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 Ma l’impatto è stato in alcuni casi molto forte, soprattutto per i bambini più piccoli, che sono tornati al nido dopo tanti mesi e spesso non hanno potuto nemmeno godere di un breve periodo di ambientamento insieme ai genitori.  “Nei decreti del governo c’è molta discrezionalità sull’applicazione delle regole per i bimbi piccoli e alcune scuole hanno applicato le regole in modo ultra-rigoroso” commenta a Sky Tg24 Alberto Pellai, medico e piscoterapeuta dell’età evolutiva. “L’accoglienza e l’inserimento dei bambini dopo tanti mesi sono fondamentali. L’ansia di controllo non può compromettere il benessere psicoemotivo dei bimbi. Si può fare un inserimento con meno bambini, più scaglionati: ma questo tempo di passaggio è fondamentale”.

 

 

Familiarizzare con gli educatori a distanza

 

Ha destato molto scalpore anche l’immagine di una educatrice di un asilo di Milano che ha condiviso su Facebook la foto della tenuta con cui le educatrici accolgono i piccoli: mascherina, visiera e camice di plastica. Secondo Pellai, "soprattutto in un primo incontro, gli educatori dovrebbero essere ben distanziati dal bambino ma non indossare né mascherina né visiera, in modo che il volto sia ben visibile. Il bambino in braccio al genitore ha così il tempo di familiarizzare a distanza. Poi l’educatore, davanti al bimbo mette i dispositivi di protezione in modo che il piccolo familiarizzi con questi gesti che sono ormai entrati nella nostra quotidianità. Questo vale sempre: quando gli adulti si mascherano, anche a Carnevale, devono sempre mostrarsi prima riconoscibili e poi indossare la maschera". Un altro accorgimento utile, che alcune scuole hanno adottato, è quello di mandare brevi video alle famiglie, perché i bambini comincino a conoscere gli educatori potendo vedere i loro volti.

 

 

In alcune scuole  poi sono spariti libri, puzzle e altri giochi non facilmente lavabili ed è comparso il divieto di portare a casa i disegni. “E’ vero che le disposizioni di legge dicono che non ci può essere promiscuità degli oggetti – continua Pellai - ma l’organizzazione dovrebbe essere a piccole bolle, dove ogni gruppo dovrebbe avere le sue cose. Più i gruppi sono stabili e piccoli, maggiore è la libertà”.

L'alleanza scuola-famiglia

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Tra le novità di quest'anno anche orari molto più rigidi in ingresso e in uscita e  norme stringenti in caso di sintomi respiratori, molto frequenti nei più piccoli che vivono in comunità. Aspetti che rendono la ripartenza complessa per le famiglie, anche dal punto di vista organizzativo. "Per questo - secondo l'esperto - è fondamentale un’alleanza tra famiglia e scuola. Le famiglie e gli insegnanti dovrebbero avere incontri online con cadenza periodica,  in cui anche i genitori possono dare i loro consigli alla scuola per migliorare, in un clima il più possibile sereno". In attesa che si trovi un punto di equilibrio. In due tre settimane infatti, secondo Pellai, "vedremo l’incremento dei contagi dato dalla riapertura e anche questa iperattenzione dell’inizio passerà. Io immagino, guardando alle esperienze degli altri paesi che hanno riaperto prima, che avremo dei dati tranquillizzanti e arriveremo a una nuova normalità intelligente".  Nell’attesa un ultimo messaggio per i genitori: “Io dico a tutti Keep Calm: adesso siamo in un momento di iperstress e iperattenzione dato dal fatto che siamo di fronte a qualcosa di nuovo. È uno stress paragonabile a quello di inizio lockdown quando si è rivoluzionato tutto. Ci adatteremo anche adesso. Quello che è importante ricordare è che ciò che spaventa di più i bambini sono gli adulti spaventati”.

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