Coronavirus, Save the Children: 1 minore su 5 ha più difficoltà a fare i compiti

Cronaca

Secondo il rapporto "Riscriviamo il Futuro. L'impatto del coronavirus sulla povertà educativa”, tra i bambini tra gli 8 e gli 11 anni, quasi 1 su 10 non segue mai le lezioni a distanza o lo fa meno di una volta a settimana. "Quasi 1 genitore su 7" tra quelli in condizioni socio-economiche più fragili ha perso il lavoro per via dell'emergenza, oltre la metà lo ha perso temporaneamente

"Quasi 1 genitore su 7" tra quelli in condizioni socio-economiche più fragili ha perso il lavoro per via dell'emergenza coronavirus (GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA - LO SPECIALE), oltre la metà lo ha perso temporaneamente. Sono alcuni dei dati del rapporto "Riscriviamo il Futuro. L'impatto del coronavirus sulla povertà educativa”, pubblicato oggi da Save the Children. Secondo il report, "circa 1 minore su 5" ha più difficoltà a fare i compiti rispetto al passato e, tra i bambini tra gli 8 e gli 11 anni, "quasi 1 su 10" non segue mai le lezioni a distanza o lo fa meno di una volta a settimana (LA MAPPA DEL CONTAGIO IN ITALIA - LE FAQ SULLE MASCHERINE - LE TAPPE - GRAFICHE - LE FOTO SIMBOLO - LE FAQ SULLA FASE 2)

 

Cosa dice il report

Secondo il rapporto di Save the Children, "soltanto il 14.8% dei genitori ha dichiarato che la propria situazione economica non cambierà. Per circa la metà delle famiglie invece (46.7%), le risorse economiche si sono notevolmente ridotte e tale stato di cose, secondo loro, potrebbe protrarsi a lungo. Più di una famiglia su 10 (13,6%) infatti ha subìto una riduzione di salario definitiva e il 7,4% dei genitori ha perso il lavoro. Il 36.6% dei genitori ha smesso temporaneamente di lavorare e per il 54.5% delle famiglie questo ha comportato una riduzione di salario temporanea (inclusi cassa integrazione o congedo parentale).

Il rapporto di Save the Children

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Il rapporto include un sondaggio, "L'infanzia in isolamento”, realizzato online dal 22 al 27 aprile, per Save the Children dall'istituto di ricerca 40 dB su un campione di oltre 1000 bambini e ragazzi tra gli 8 e i 17 anni e i loro genitori, che include un 39,9% del totale che si trova in condizioni precarie economicamente anche a causa della crisi dovuta al Covid-19. Emerge che più di 6 genitori su 10 stanno facendo i conti con una riduzione temporanea dello stipendio (compresi quanti sono in cassa integrazione o in congedo parentale) tanto che rispetto a prima del lockdown la percentuale di nuclei familiari in condizione di vulnerabilità socio-economica che beneficia di aiuti statali è quasi raddoppiata, passando dal 18,6% al 32,3%. Si tratta di genitori che, nel 44% dei casi, sono preoccupati di non poter tornare al lavoro o cercarne uno perché i figli non vanno a scuola e non saprebbero a chi lasciarli. 

 

Le preoccupazioni dei genitori sulla scuola

Dalla ricerca risulta che "circa 1 genitore su 20" ha paura che i figli debbano ripetere l'anno, nonostante le disposizioni ministeriali lo vietino, o che possano lasciare la scuola, dati che tra le famiglie in maggiori difficoltà economica, passano rispettivamente a quasi 1 su 10 e 1 su 12. Quasi la metà delle famiglie con maggiori fragilità (45,2%) vorrebbe "le scuole aperte tutto il giorno con attività extrascolastiche e supporto alle famiglie in difficoltà", opzione che comunque è gradita dal 39,1% dei genitori intervistati. Mentre sei genitori su dieci (60,3%) ritengono che i propri figli avranno bisogno di supporto quando torneranno a scuola vista la perdita di apprendimento degli ultimi mesi.

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