Coronavirus, le proposte della Cei sulla Fase 2 per messe e funerali

Cronaca

La Conferenza episcopale italiana ha preparato un pacchetto di misure da presentare al governo per riprendere le funzioni mantenendo il distanziamento sociale

Messe con volontari che garantiscano le distanze, funerali, battesimi e matrimoni con la presenza solo dei familiari stretti, e incontri di comunità facendo uso dei dispositivi di protezione (GLI AGGIORNAMENTI). Queste sono le proposte che la Cei potrebbe illustrare nei prossimi giorni al governo per riaprire le chiese, dopo la chiusura a causa dell'emergenza Covid-19. La Conferenza episcopale italiana ha infatti pronto "un pacchetto" con alcune misure per poter riprendere le funzioni religiose (LO SPECIALE - MAPPE E GRAFICI - I NUMERI DELL'ITALIA: GRAFICHE).

Cei: "Dobbiamo tornare ad abitare la Chiesa"

"Con tutta l'attenzione richiesta dall'emergenza dobbiamo tornare ad 'abitare' la Chiesa, il Paese ne ha un profondo bisogno - ha detto all'Ansa il sottosegretario della Cei don Ivan Maffeis - c'è una domanda enorme e rispondere significa dare un contributo alla coesione sociale". La Conferenza episcopale italiana vuole riprendere, con modalità diverse dal passato, la vita ecclesiale.

Le ipotesi

Il principio fondamentale delle modalità per riaprire le chiese resta quello del rispetto delle distanze, della igienizzazione dei locali e dell'uso dei dispositivi di sicurezza, come mascherine e guanti, nei casi in cui sia necessario. All'interno degli edifici - secondo le ipotesi in campo - potrà accedere un numero contingentato di persone con volontari che si adopereranno per assicurare il rispetto delle nuove misure.

"Chiediamo ci venga riconosciuta la possibilità di riprendere"

"Sappiamo tutti che il 4 maggio - ha continuato don Ivan Maffeis - l'emergenza non sarà finita ma se aspettiamo che finisca l'emergenza possiamo mettere in soffitta per sempre la vita ecclesiale. Per questo chiediamo che ci venga riconosciuta la possibilità di riprendere, certamente senza sconti, sarebbe irresponsabile. Però noi chiediamo che venga data una risposta alle attese di tanta gente".

La messa del 19 aprile

Il primo passo potrebbe vedersi a partire dalla messa di domenica 19 aprile. La richiesta dei vescovi italiani di celebrare la Settimana Santa con un minimo di persone, con accanto al celebrante la partecipazione di un diacono, di chi serve all'altare, oltre che di un lettore, un cantore, un organista ed, eventualmente, due operatori per la trasmissione, resta. "Non si torna indietro anche perché abbiamo dimostrato che si può celebrare in sicurezza", ha spiegato don Maffeis. Le chiese restano aperte anche per la preghiera personale nel rispetto della distanza di almeno un metro. 

Possibile ripresa della celebrazione dei funerali

Il sottosegretario Cei ha assicurato che la Conferenza è in contatto continuativo con l'esecutivo e una delle questioni che si sta cercando di risolvere è anche quella dei funerali. "Una delle cose che ci sta più a cuore - ha sottolineato don Maffeis - è il congedo dei defunti. Non possiamo lasciare che un'intera generazione, e i loro familiari, siano privati del conforto sacramentale e degli affetti, scomparendo dalla vita, e improvvisamente diventando invisibili. Ci deve essere la possibilità di celebrare i funerali, magari solo con i familiari stretti, non possiamo non essere vicino a chi soffre. Troppe persone stanno soffrendo perché la morte di un caro oggi è come un sequestro di persona, certo motivato, ma dobbiamo farci carico di questo dolore dal punto di vista umano oltre che cristiano".

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