Coronavirus Italia, 578 morti in 24 ore. Oltre 100 pazienti in meno in terapia intensiva

Cronaca

I contagiati attuali sono 105.418, mentre i casi totali fin qui registrati sono 165.155. Sono 107 in meno le persone in terapia intensiva. Nelle ultime 24 ore sono 962 i guariti, per un totale di 38.092. Tornano a crescere i tamponi eseguiti: oggi sono 43.715 in più

In Italia le persone complessivamente risultate positive al coronavirus, compresi guariti e deceduti, sono 165.155 (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI - LO SPECIALE - LE GRAFICHE). Di questi, 105.418 sono i contagiati attuali. Le persone guarite nelle ultime 24 ore sono 962, per un totale di 38.092. Il totale delle vittime è di 21.645, 578 in più rispetto a ieri. Sono 3.079 i pazienti nei reparti di terapia intensiva, 107 in meno rispetto a ieri: il dato è in calo per il dodicesimo giorno consecutivo. Dei pazienti attualmente positivi, 27.643 sono poi ricoverati con sintomi - 368 in meno rispetto a ieri - e 74.696 sono in isolamento domiciliare, quasi il 71% del totale. Tornano a crescere anche i tamponi eseguiti dopo il calo di ieri: nella giornata di oggi sono 43.715 in più, per un totale di 1.117.404. Ieri erano stati 26.779. Il numero complessivo di tamponi giornalieri include anche i tamponi fatti "in uscita", ovvero le persone che dopo la malattia o l'isolamento domiciliare vengono sottoposti a 1 o 2 tamponi prima di poter essere definiti "guariti". Sono questi i dati del bollettino quotidiano della Protezione Civile sulla diffusione del contagio (LOCKDOWN ESTESO FINO AL 3 MAGGIOUN MESE DI LOCKDOWN: LE GRAFICHE - I NUMERI DELL'ITALIA). 

I dati regione per regione

Dai dati della Protezione civile emerge che i pazienti attualmente positivi sono:

32.921 i malati in Lombardia
13.577 in Emilia-Romagna
13.195 in Piemonte
10.789 in Veneto
6.417 in Toscana
3.464 in Liguria
3.097 nelle Marche
4.047 nel Lazio
3.087 in Campania
2.104 a Trento
2.573 in Puglia
1.394 in Friuli Venezia Giulia
2.081 in Sicilia
1.810 in Abruzzo
1.576 nella provincia di Bolzano
582 in Umbria
870 in Sardegna
819 in Calabria
548 in Valle d'Aosta
261 in Basilicata
206 in Molise.

Le vittime

Quanto alle vittime, se ne registrano:

11.377 in Lombardia
2.788 in Emilia-Romagna
2.015 in Piemonte
940 in Veneto
556 in Toscana
807 in Liguria
746 nelle Marche
311 nel Lazio
278 in Campania
318 nella provincia di Trento
288 in Puglia
212 in Friuli Venezia Giulia
181 in Sicilia
240 in Abruzzo
223 nella provincia di Bolzano
54 in Umbria
83 in Sardegna
71 in Calabria
121 in Valle d'Aosta
21 in Basilicata
15 in Molise.

Guerra (Oms): "Tamponi periodici a lavoratori"

Non solo i test sierologici: per garantire la sicurezza e un'adeguata sorveglianza sanitaria nei luoghi di lavoro è necessaria "l'esecuzione periodica dei tamponi" ai lavoratori. A dirlo è stato il vicedirettore dell'Oms e membro del comitato tecnico scientifico Ranieri Guerra, intervenuto in conferenza stampa, rispondendo a chi gli chiedeva come si procederà in vista della riapertura delle attività. I test, ha aggiunto, serviranno per "prevedere una valutazione dello stato immunitario" dei lavoratori, ai quali devono essere garantiti "livelli di massima sicurezza".

"La Lombardia sarà pilota della riapertura, serve estrema cautela"

Guerra ha poi spiegato sulla fase 2 e la ripartenza: "La valutazione del rischio è la procedura essenziale per capire cosa può riaprire e in base a quali requisiti. Come si può mitigare il rischio fino a ridurlo a zero. Tenendo conto delle filiere e dei trasporti per i lavoratori". Guerra ha sottolineato che "la Lombardia è il pilota di quanto accadrà nelle altre regioni, dovrà essere estremamente cauta e valutare sia rischio che protocolli per renderlo pari a zero: stato di salute dei lavoratori, classe di età a rischio, quale stato immunitario e suscettibilità al contagio e rischio esterno al posto di lavoro".

Guerra (Oms): "Massacro nelle Rsa una lezione, governo spieghi cos'è accaduto"

Sulle numerose morti avvenute nelle strutture per anziani, Guerra ha affermato: "Servono un ripensamento e una revisione per un adeguamento progressivo non solo degli standard di cura ma anche dei percorsi di presa in carico". Duro il commento del vicedirettore dell'Oms: "Il massacro che abbiamo visto nelle Rsa dev'essere un'occasione da non disperdere per ripensare ad assistenza e cura. L'Oms chiede al governo cosa è successo e come mai. Ci sono standard di prevenzione che devono essere molto più cogenti".

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