Coronavirus, rivolta carcere Foggia: detenuti su tetto. Presi 41 evasi, 34 in fuga. VIDEO

Cronaca

La protesta è scoppiata questa mattina, con i detenuti che sono usciti dalle celle e hanno appiccato un incendio: 40 i posti letto inutilizzabili. Decine di persone sono riuscite a evadere e le forze dell'ordine hanno allargato le ricerche dei fuggitivi anche al Molise

I detenuti salgono sul tetto, mentre le fiamme e il fumo circondano il carcere. Sono le scene immortalate questa mattina durante la protesta scoppiata nel carcere di Foggia, dove i detenuti hanno chiesto “l’indulto e l’amnistia” per sfuggire al rischio del coronavirus (AGGIORNAMENTI). Durante le contestazioni, decine di persone - come hanno fatto sapere fonti investigative - sono riuscite a evadere facendo scattare la caccia all’uomo (IL DRONE - DETENUTI ALL’ESTERNO). Più tardi, 41 detenuti evasi sono stati arrestati, mentre 34 sono ancora in fuga. I danni finora riportati riguardano due reparti e la sala informatica della casa circondariale, devastati durante le proteste, oltre a numerose vetrate infrante. Sarebbero inoltre una quarantina i posti letto inutilizzabili (LA RIVOLTA A SAN VITTORE). "La situazione sembra essere sotto controllo", ha detto il prefetto di Foggia Raffaele Grassi.

Evasi decine di detenuti

Decine i detenuti che inizialmente erano riusciti a scappare dalla casa circondariale, ma una ventina di loro è stata bloccata nelle immediate vicinanze dalle forze di polizia. La polizia ha successivamente intercettato e arrestato, sulla tangenziale di Bari, quattro dei detenuti evasi, e altri due a Cerignola e a Orta Nova. In totale, sono stati arrestati 41 evasi e le forze di polizia stanno cercando di rintracciarne ancora 34. Le ricerche sono state allargate anche al Molise. Tra gli evasi - riferiscono gli investigatori - non ci sono né ergastolani né esponenti di rilievo della criminalità organizzata foggiana. Gli evasi hanno rubato alcune macchine ad automobilisti e due sono state recuperate. Durante la rivolta, è stato appiccato anche un incendio davanti all'ingresso che poi è stato spento dai Vigili del fuoco. Grazie alla mediazione di un dirigente della polizia, i detenuti sono poi rientrati nelle celle. Il carcere resta comunque presidiato dalle forze di polizia (LE RIVOLTE NELLE CARCERI D’ITALIA - FOTO).

I motivi della rivolta

"Vogliamo l'indulto e l'amnistia, non possiamo stare così con il rischio del coronavirus. Noi viviamo peggio di voi, viviamo nell'inferno”, ha spiegato uno dei detenuti che ha partecipato alla rivolta nella casa circondariale che attualmente ospita 608 detenuti, numero al di sopra della capienza ottimale che sarebbe di 365. "La situazione è critica, gli assistenti che non vogliono lavorare, ci tengono chiusi 24 ore su 24. Ci trattano come animali", ha aggiunto un giovane detenuto che durante la protesta rimasto ferito alla testa.

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