Coronavirus, l’appello dell’Iss: “Rispettare le indicazioni anche dove i casi sono pochi”

Cronaca

Il presidente dell’Istituto superiore di sanità: “Abbiamo evidenze di atteggiamenti superficiali, servono grande attenzione e consapevolezza”. Raccomandazioni speciali agli anziani. Il commissario all’emergenza Borrelli: “Vinciamo solo se cambiamo modo di vivere”

“Anche dove ci sono pochi casi, bisogna adottare i comportamenti per far diffondere più lentamente l’infezione”. L’appello a rispettare le indicazioni fornite dalle autorità per limitare i contagi da coronavirus è arrivato dal presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro, durante la quotidiana conferenza stampa per fare il punto sulla situazione. “Abbiamo evidenze di atteggiamenti superficiali”, ha spiegato Brusaferro, raccomandando a tutti “grande attenzione e consapevolezza”. Al suo appello si è aggiunto quello del capo della Protezione civile e commissario all’emergenza Angelo Borrelli: “Vinciamo questa guerra se adottiamo comportamenti responsabili. Cambiamo modo di vivere, specie se siamo nelle categorie più fragili ed esposte”. (GLI AGGIORNAMENTI - LO SPECIALE - ANTIVIRUS: L'ITALIA CHE RESISTE - LE TAPPE - LA MAPPA)

Le raccomandazioni agli anziani

Un invito particolare Brusaferro l’ha rivolto poi ai cittadini in età più avanzata, quelli maggiormente a rischio: “Gli anziani si muovano il meno possibile dalla propria abitazione, evitino i luoghi affollati e non affollino le sale d’attesa degli studi medici”. Le analisi della mortalità con coronavirus in Italia, citate da Brusaferro, mostrano infatti che l’età media delle vittime è di oltre 81 anni, che si tratta prevalentemente di maschi e di portatori di più patologie: nell’80% dei casi più di due, nel 60% più di tre. “Solo il 2% non ha patologie”, ha spiegato il medico e accademico.

Non affollare ospedali e sale d’attesa

La sintomatologia, ha detto Brusaferro, è rappresentata dall’associazione di febbre e difficoltà respiratorie. “Gli anziani con questi sintomi - ha aggiunto - contattino il proprio medico, il 112, stiano a casa e non affollino i pronti soccorsi o le sale d’attesa dei medici”.

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