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Omicidio Sacchi, pm cercano finanziatore Anastasiya Kylemnyk: sequestrato il suo cellulare

3' di lettura

Nei prossimi giorni gli interrogatori degli indagati raggiunti dalle misure cautelari venerdì scorso. Per gli inquirenti una terza persona potrebbe aver fornito i 70mila euro stipati nello zaino della ragazza, che sarebbero serviti per l’acquisto di 15 kg di hashish

Gli inquirenti che indagano sull'omicidio di Luca Sacchi hanno sequestrato il cellulare di Anastasiya Kylemnyk per analizzare i contatti che la ragazza ha avuto nelle ultime settimane, anche via chat, con l'obiettivo di risalire alla persona che ha fornito a lei e a Giovanni Princi i 70mila euro che sarebbero serviti all'acquisto di 15 chili di droga nella notte tra il 23 e il 24 ottobre scorso. Per i pm di Roma, infatti, c’è un probabile finanziatore, alle spalle di Anastasiya Kylemnyk, fidanzata della vittima, e di Princi, amico d'infanzia del giovane ucciso, entrambi raggiunti venerdì scorso da una misura cautelare

Mercoledì l’interrogatorio

L’interrogatorio di Anastasiya si svolgerà mercoledì 4 dicembre davanti al gip Costantino De Robbio, che ha firmato l'obbligo di firma nei suoi confronti, indagandola per il tentativo di acquisto della sostanza stupefacente. Saranno sentiti martedì 3 invece Giovanni Princi, 24enne pregiudicato amico d'infanzia di Luca Sacchi, e Marcello De Propris, il 22enne che avrebbe fornito l’arma del delitto a Valerio Del Grosso e Paolo Pirino. Princi, insieme ad Anastasiya, avrebbe portato avanti la trattativa con i pusher per l'acquisto dei 15 kg di droga. Ma secondo i pm della Procura di Roma potrebbe esserci un finanziatore dietro i 70 mila euro ritrovati nello zaino di Anastasiya (tutti in biglietti da 20 e 50 euro). È su questa eventuale terza persona che, a questo punto, si concentrano le indagini.

Cosa scrivono i pm

"Da dove venisse, poi, il denaro, se raccolto dai giovani”, si legge nella richiesta di misura cautelare dei pm, “o proveniente da un finanziatore che li aveva assoldati (come più probabile), non si può affermare con certezza". Princi comunque "non è alla prima esperienza". Per gli inquirenti "è inserito stabilmente in contesti criminali, in passato aveva concluso altri acquisti e preserva le sue relazioni criminali non offrendo alcun contributo alle indagini benché l'ucciso fosse un suo amico dai tempi del liceo".

Il ruolo di Anastasiya Kylemnyk secondo i pm

Un comportamento "ambiguo" che lo accomuna alla stessa Anastasiya, la quale, a detta degli investigatori, non ha fornito, nelle ore successive al fatto alcun tipo di aiuto alle indagini per accertare la verità. Per i pm, lei e Princi "dimostrano, seppur con gradi diversi, di essere pienamente inseriti nel circuito della compravendita di stupefacenti". Ma non solo: “È sorprendente", aggiunge il giudice, "la sua chiusura ad ogni collaborazione con gli organi investigativi per assicurare alla giustizia gli autori del delitto del fidanzato", ed è "chiara, predominante, la volontà di preservare le relazione criminali acquisite nel mondo della droga con il quale non intende recidere i legami".

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