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Esplosione Alessandria, procuratore: è omicidio volontario, avevano messo in conto vittime

L'audio della chiamata: fate presto, siamo sotto le macerie

5' di lettura

Il procuratore Enrico Cieri ha fatto sapere che il reato ipotizzato per la tragedia di Quargnento è l'omicidio volontaio: "Non ci sono indagati e il fascicolo resta aperto contro ignoti". AGGIORNAMENTI: il proprietario ha confessato

"Questo è un omicidio volontario, chi ha provocato la morte dei vigili del fuoco l'aveva messo in conto". Queste le parole di Enrico Cieri, procuratore di Alessandria, sull'esplosione della cascina a Quargnento che ha provocato la morte di tre vigili del fuoco (CHI ERANO). Per questo motivo, i reati ipotizzati sono quelli di omicidio plurimo e crollo doloso di edificio anche se, fa sapere la Procura, per ora "non ci sono indagati e il fascicolo d'indagine al momento resta aperto contro ignoti. Verranno sentite a breve "molte persone, fra cui il proprietario della cascina, i suoi familiari e altre persone che potrebbero aiutare a ricostruire la vicenda". Il proprietario dell'edificio: "Sono distrutto dal dolore per questi tre ragazzi che sono morti sotto le macerie di casa mia dove abbiamo vissuto in armonia e amore per tanti anni. Abbiamo fatto quella casa per viverci tutta la vita e adesso è diventato un luogo di morte", ha detto in lacrime. Al vaglio degli inquirenti diverse ipotesi: c'è quella di dissidi tra il proprietario dell'abitazione e il figlio, così come la pista legata al risarcimento assicurativo. Inoltre, sempre secondo la Procura di Alessandria, sarebbe stato utilizzato un ordigno "fai da te" per far saltare la cascina.

Il proprietario: il motivo penso sia l'invidia

"Il perché non lo so - ha detto ancora il proprietario dell'edificio - o meglio, penso per pura e sempre invidia". "Io negli anni ho subito diversi atti dolosi - ha aggiunto - non siamo mai stati ben acquisiti da quel paese da quando ci siamo trasferiti, siamo una famiglia un po' riservata, per questo non abbiamo mai avuto grossi rapporti con il vicinato".

Nessun indagato al momento

Il materiale utilizzato per far esplodere la cascina sarebbe "ben diverso da quello utilizzato dalla criminalità organizzata", ha spiegato il procuratore di Alessandria, Enrico Cieri che coordina l'inchiesta. Sui corpi dei tre vigili del fuoco morti, sotto le macerie è stato eseguito l'esame esterno: dai risultati si capirà se sarà necessaria l'autopsia. Intanto gli inquirenti procedono con l'ascolto di altre testimonianze ma per il momento non c'è alcun indagato e tutte le persone sono state ascoltate come "informate sui fatti". 

Le condizioni dei tre feriti

Nel frattempo sono state giudicate "discrete" le condizioni di salute dei vigili del fuoco rimasti feriti: il caposquadra Giuliano Dodero, ricoverato nell'ospedale di Alessandria, è stato sottoposto a un'operazione alla gamba che "è riuscita"; per Graziano Luca Trombetta, ricoverato all'ospedale di Asti per un trauma alla schiena conseguente al crollo dell'edificio, una notte "tranquilla". Migliora anche Roberto Borlengo, il carabiniere di 31 anni rimasto ferito che sarà operato venerdì 8 novembre. "È stato sbalzato dall'esplosione e ricoperto di macerie. Oggi sta meglio, ha riportato ferite al viso e alla gamba. Ieri Roberto era distrutto non per il dolore provato, ma per chi ha perso la vita", dice il padre. (FOTO e VIDEO)

L’omaggio ai vigili del fuoco deceduti

E non si ferma l'omaggio ai tre pompieri morti. Davanti alla caserma di corso Romita si sono schierati uomini e mezzi dei soccorritori, dalla Croce Rossa alla Protezione Civile, per ricordarele tre vittime. "Onore a tutti i pompieri", si legge su un biglietto attaccato alla cancellata della caserma insieme ad alcune rose rosse. "A voi uomini veri il nostro grazie", recita invece il cartellone della scuola dell'infanzia Angelo Custode. "Dire grazie non sarà mai abbastanza", si legge su un biglietto attaccato ad alcuni palloncini bianchi e rossi. Davanti alla caserma dei vigili del fuoco di Alessandria anche i tifosi dell'Alessandria, che hanno esposto lo striscione "onore a voi... ciao eroi" e acceso alcuni fumogeni.

L’esplosione a Quargnento

Una prima esplosione, lieve, e un principio d'incendio, seguita da una seconda, più violenta. Che ha fatto crollare tutto. È stata questa la causa del decesso di Antonio Candido, Marco Triches e Matteo Gastaldo, i tre vigili del fuoco in servizio al Comando provinciale di Alessandria uccisi dalle macerie della cascina ottocentesca al civico 5 di via San Francesco, a Quargnento. Nell’esplosione, inoltre, sono rimasti feriti, ma non in pericolo di vita, altri due pompieri e un carabiniere. Un incidente che fin dall’inizio è sembrato tutt’altro che casuale visto il ritrovamento di un piccolo apparecchio simile a un timer collegato a due bombole di gas. Per il procuratore Enrico Cieri è stato un atto "voluto e deliberato", ma ha escluso la matrice eversiva.

La ricostruzione e la dinamica dell’esplosione

Era passata da poco la mezzanotte quando le campagne di Alessandria al confine col Monferrato e con la provincia di Asti sono state svegliate dal primo allarme. Per i vigili del fuoco sembrava un intervento di routine. "Non mi ricordo nulla. So solo che mi sono ritrovato a terra", ha raccontato Graziano Luca Trombetta, uno dei vigili del fuoco investiti dalla seconda deflagrazione, avvertita anche a chilometri di distanza, che ha raso al suolo il secondo edificio del cascinale. Drammatica la telefonata al 112 di Roberto Borlengo, il carabiniere ferito: "Fate in fretta perché qui è crollato tutto, stiamo morendo...". Poco dopo Antonio "Nino" Candido, 32 anni, e Marco Triches, 37, sono stati estratti morti dalle macerie. Per Matteo Gastaldo, invece, i vigili del fuoco hanno sperato "fino all'ultimo", ma anche per lui non c'è stato nulla da fare. Intanto è stato reso noto che nel giorno dei funerali sarà lutto cittadino a Quargnento e ad Alessandria, ma anche nelle cittadine che hanno dato i natali alle tre vittime (LA TELEFONATA DEL CARABINIERE: "STIAMO MORENDO").

Data ultima modifica 06 novembre 2019 ore 15:23

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