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Siria, Zerocalcare: “Non lasciamo che Kobane torni all'Isis”

2' di lettura

L’autore di “Kobane Calling” commenta in un’intervista su Repubblica la decisione di Donald Trump di lasciare campo libero alla Turchia per un'offensiva contro i curdi. "Dovremmo chiederci chi vogliamo scegliere come alleati". AGGIORNAMENTI

"Mi sembra incredibile che il Rojava possa finire di nuovo nelle mani dell'Isis, il pelo sullo stomaco dei nostri politici e il fatto che nessuno gliene chieda conto". A dirlo, in un’intervista a Repubblica, è Michele Rech, in arte Zerocalcare. Parole che arrivano dopo la decisione di Donald Trump di lasciare campo libero alla Turchia per un'offensiva contro i curdi nel nord-est della Siria (GLI AGGIORNAMENTI).

Kobane Calling

Zerocalcare conosce bene la regione. Nel 2015 era stato in quella zona mentre i fanatici dell'Isis davano l'assedio a Kobane, la città simbolo della resistenza curda. Lui si trovava a Mesher poi fino Ayn al-Arab, nel cuore del Rojava (una federazione del Nord-Est della Siria che di fatto è autonoma). Da quell'esperienza ha tratto una graphic novel di culto dal titolo Kobane Calling, un libro e anche uno spettacolo.

“Chi vogliamo scegliere come alleati?

"Dovremmo chiederci chi vogliamo scegliere come alleati", ha detto Zerocalcare, se "chi ha sconfitto l'Isis e sta provando a costruire un sistema di democrazia, dimostrando che anche in quel territorio ci può essere convivenza di diversi popoli, che le donne possono avere un ruolo primario nella società ed essere libere, o se il nostro alleato deve essere un regime come quello turco che incarcera decine di migliaia di oppositori politici".

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