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Carabiniere ucciso, il gip convalida il fermo dei due americani accusati dell'omicidio

Il legale di Lee: "È provato"

7' di lettura

I giovani californiani hanno confessato il delitto del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega e restano in carcere. Ritrovato il coltello nell'hotel. Il presunto accoltellatore fa uso di psicofarmaci. Il suo legale: "È provato"

Restano in carcere Finnegan Lee Elder e Christian Gabriel Natale Hjort, i due cittadini americani accusati dell'omicidio del vicebrigadiere dei carabinieri, Mario Cerciello Rega (CHI ERA). Il gip di Roma Chiara Gallo ha convalidato il fermo così come sollecitato dalla Procura. I due 19enni californiani, turisti nella Capitale, sono accusati di tentata estorsione e omicidio aggravato in concorso. Entrambi hanno confessato il delitto dopo un lungo interrogatorio in caserma dai carabinieri: hanno ammesso le proprie responsabilità davanti "a prove schiaccianti", spiega l'Arma. I due sono stati incastrati dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza (IL VIDEO DELLA FUGA - LA TELEFONATA AL 112) e da alcune testimonianze raccolte dagli investigatori. I due giovani statunitensi stavano per lasciare l'hotel in cui alloggiavano e avevano già preparato i bagagli, per questo il fermo dei carabinieri poggia anche sul "pericolo di fuga". Ora si trovano a Regina Coeli.

Legale di uno dei due 19enni: "Mio cliente psicologicamente provato"

"Il mio assistito è psicologicamente provato, è un ragazzo di 19 anni", ha detto l'avvocato difensore di uno dei due 19enni americani, Finnegan Lee Elder, colui che ha confessato di essere l’autore materiale dell'omicidio. "Oggi abbiamo deciso di avvalerci della facoltà di non rispondere. Per rispetto del militare deceduto non vogliamo dire nulla di piu'", ha aggiunto il legale al termine dell'interrogatorio di convalida del fermo chiesto dalla Procura di Roma.

Il giovane che ha accoltellato il carabiniere fa uso di psicofarmaci

Dall'inchiesta della Procura di Roma è emerso che Finnegan Lee Elder, il responsabile delle otto coltellate che hanno portato alla morte del vicebrigadiere, fa uso di psicofarmaci. Nella stanza di albergo dove alloggiava insieme all'altro fermato, Christian Gabriel Natale Hjort, gli inquirenti hanno rinvenuto un flacone di Xanax, un potente ansiolitico. Chi indaga non esclude che i due avessero assunto alcolici prima di incontrare i due carabinieri in borghese la notte tra il 25 e 26 luglio.

Trovata l'arma del delitto in hotel

I carabinieri inoltre hanno trovato nella stanza dell'albergo dove sono stati rintracciati i due ragazzi l'arma del delitto: un coltello di notevoli dimensioni sporco di sangue, nascosto dietro a un pannello del soffitto. Nella stanza c'erano anche i vestiti indossati durante l'aggressione. I due sono stati rintracciati dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma all'interno di un albergo romano già pronti per lasciare l'Italia. È stato trovato anche, nascosto in una fioriera all'esterno dell'albergo dove alloggiavano i due ragazzi statunitensi, lo zainetto rubato a Trastevere poco prima del ferimento a morte di Mario Cerciello Rega. A riconoscerlo anche il proprietario (LE REAZIONI DELLA POLITICA).

Uno dei due fermati: "Il carabiniere non si è qualificato"

Il 19enne che avrebbe materialmente compiuto il delitto avrebbe poi negato che il carabiniere che gli si è avvicinato si sia qualificato o comunque "si sarebbe nascosto dietro la propria difficoltà di comprendere la lingua italiana". L'altro statunitense, invece, avrebbe ammesso che il carabiniere si era qualificato. I due invece si accusano a vicenda sull'occultamento del coltello, ritrovato nella stanza dell'albergo dove i due giovani alloggiavano e indicato dal 19enne ritenuto l'esecutore materiale come arma del delitto. (CARABINIERI MORTI IN SERVIZIO, I PRECEDENTI). 

La dinamica dell'omicidio

Chiarita dai carabinieri la dinamica del delitto (FOTO): i due ragazzi americani erano in cerca di droga a Trastevere. Tutto è partito da uno zainetto rubato dai due americani a un uomo che gli aveva indicato un pusher a cui rivolgersi. Lo spacciatore gli aveva dato aspirina invece di droga (IL VIDEO DELLA FUGA) e i ragazzi si sono vendicati rubando lo zaino a colui che li aveva indirizzati. L'uomo ha quindi contattato i due chiamando il suo numero di telefono per avere indietro lo zaino, e i ragazzi statunitensi hanno minacciato di non restituirglielo se non dietro il pagamento di 100 euro e di un grammo di cocaina. L'uomo ha poi chiamato il 112 per comunicare che era stato scippato e che si era accordato con i due americani per la restituzione della borsa. Secondo una ricostruzione fornita dal quotidiano Il Messaggero sarebbe lui il tramite tra il pusher e i due ragazzi, un uomo in bicicletta che appare nei filmati della videosorveglianza. A questo punto, all'orario stabilito i due carabinieri, in borghese, si sono recati in via Pietro Cossa. Lì hanno incontrato i due ragazzi con i quali è scoppiata una violenta colluttazione durante la quale il vicebrigadiere è stato colpito con otto coltellate risultate poi fatali. Fasi raccontate a Sky tg24, anche da un parcheggiatore che avrebbe assistito alla scena e sostiene che gli americani fossero "impasticcati e ubriachi".

Domani la camera ardente 

Domani pomeriggio a Roma si terrà la camera ardente del vice brigadiere Mario Cerciello Rega . Sarà aperta dalle 16 alle 20.30 nella cappella di piazza Monte di Pietà, a pochi passi dalla caserma dei carabinieri di piazza Farnese dove da anni il militare prestava servizio (FIORI E MESSAGGI PER IL VICEBRIGADIERE). 

Comando dell'Arma: "No alle foto degli arrestati"

"Il Comando generale dell'Arma dei carabinieri prende fermamente le distanze dallo scatto e dalla divulgazione di foto di persone ristrette per l'omicidio del Vice Brigadiere Mario Cerciello Rega". Lo rende noto un comunicato, in cui si avverte che "il Comando provinciale carabinieri di Roma - sta svolgendo con la massima tempestivita' accertamenti diretti a individuare i responsabili".

La testimonianza di un parcheggiatore

Data ultima modifica 27 luglio 2019 ore 21:46

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