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Maltempo, danni per milioni di euro in Abruzzo, Emilia Romagna e Marche

I titoli di Sky Tg24 delle ore 18 dell'11/07

4' di lettura

Dopo i nubifragi e le grandinate che si sono abbattuti su diverse zone della penisola, le autorità fanno la conta dei danni: colture distrutte, danneggiamento di strutture pubbliche e private, alberi abbattuti. Abruzzo e Marche pronte a chiedere lo stato di emergenza

Ammontano a milioni di euro i danni provocati dall'ultima violenta ondata di maltempo che ha colpito la Penisola. Il giorno dopo gli intensi fenomeni che hanno interessato specialmente Emilia-Romagna, Marche e Abruzzo, amministrazioni e organizzazioni iniziano a ragionare sulle conseguenze. La conta dei danni è il passaggio obbligato per poter richiedere lo stato di emergenza: richiesta che la Regione Abruzzo e la Regione Marche si dicono pronte a inoltrare. Intanto, Coldiretti sottolinea come "ormai si stia verificando una tendenza alla tropicalizzazione che si evidenzia con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, grandine di maggiori dimensioni, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense e il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi che compromettono le coltivazioni nei campi".

I danni all’agricoltura

Dal primo monitoraggio effettuato dalla Coldiretti sugli effetti delle tempeste che hanno colpito le campagne emergono danni irreparabili alle coltivazioni prossime alla raccolta. Una situazione che ha mandato in fumo un intero anno di lavoro un po’ ovunque: dalla Puglia al Molise, dall'Abruzzo alle Marche, dalla Toscana all'Umbria, dall'Emilia Romagna fino al Veneto. Principale responsabile è la grandine che - sottolinea la Coldiretti - si è abbattuta a macchia di leopardo sulle campagne dove chicchi dalle dimensioni del tutto anomale hanno provocato ingenti danni (piante sradicate, serre divelte ma anche campi allagati e grano e mais stesi a terra dalle forti tempeste di vento, trombe d'aria e temporali intensi).

La situazione a Pescara

Ieri, la violenta grandinata e il nubifragio che ne è seguito hanno causato a Pescara una ventina di feriti e ingenti danni per allagamenti, disagi alla viabilità a causa di crepe e smottamenti, e il danneggiamento di tetti di case e auto. Alcune attività commerciali oggi non riapriranno. All'ospedale di Pescara, dopo l'allagamento del piano terra, con lo stop per due ore degli interventi, la situazione è tornata alla normalità. Ieri sera sono dovuti intervenire anche i sommozzatori, nel timore che qualcuno si trovasse nelle auto invase dall'acqua, ma il sopralluogo del nucleo subacquei dei carabinieri di Pescara nel parcheggio dell'ospedale ha dato esito negativo (FOTO). Le attività di svuotamento dell'acqua e di verifica sono invece ancora in corso nel parcheggio interrato di via Ferrari. Il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, al termine della riunione avuta al Centro operativo (Coc) del Comune di Pescara con i sindaci dei Comuni colpiti, ha fatto sapere di voler richiedere lo stato di emergenza e ha detto: "È un bene davvero che oggi non si sia qui a piangere dei morti perché i danni subiti dall'ondata di maltempo di ieri sono stati scioccanti, anche per le persone e per la nostra comunità. Non riconoscere l'eccezionalità di questo evento sarebbe impensabile".

Anche le Marche richiedono lo stato di emergenza

L’ondata di maltempo è "un calvario" per gli operatori balneari della Riviera del Conero, nelle Marche, dove la stagione estiva era appena decollata: cinque stabilimenti fuori uso e a rischio di non poter riprendere l’attività nell'immediato, tutti gli altri pesantemente danneggiati, con decine di lettini e ombrelloni che la furia del vento, con raffiche fino a 150 km orari, ha trasportato in acqua (FOTO). Oggi la Regione fa la conta dei danni per procedere poi alla richiesta dello stato di emergenza. Danni che non interessano solo la costa, ma anche le campagne dove si registrano alberi abbattuti, capannoni distrutti, serre scoperchiate, danni ingenti alle colture di mais e girasole, all'ortofrutta. Colpite in maniera trasversale tutte le province e ogni tipologia produttiva, dai frutteti agli oliveti, dalle aziende zootecniche a quelle a seminativi, senza risparmiare le strutture di vivai ed agriturismi.

Oltre 2mila alberi caduti a Milano Marittima

A Milano Marittima, in provincia di Ravenna, sono oltre 2200 gli arbusti crollati, di cui 1000 nella sola pineta (FOTO). Si tratta di circa due milioni di euro di danni per la sola parte pubblica, oltre cinque stabilimenti balneari e dieci edifici danneggiati. Ieri, l’intenso nubifragio ha interessato in particolare una fascia di territorio profonda circa due km e larga 800 metri. Una signora rimasta ferita è fuori pericolo e si trova all'ospedale di Cesena, mentre sette persone sono state sistemate in albergo. Il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini ha fatto visita oggi nella frazione di Cervia dove ha assicurato il totale appoggio dell'ente regionale. "Intendo chiedere l'estensione dello stato di emergenza nazionale - ha detto il governatore - che ho mandato a Roma dopo le grandinate del 22 giugno scorso perché possa comprendere anche i danni causati dalla tromba d'aria di ieri”.

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