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Prato, Salvini anticipa arresti dei carabinieri: procura irritata

I titoli di Sky TG24 delle 18 del 6 giugno

2' di lettura

La dichiarazione del vicepremier sarebbe arrivata quando erano state eseguite soltanto 3 delle 10 misure cautelari disposte dai pm, in un'inchiesta sulla prostituzione cinese. A dicembre un episodio simile

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini si complimenta per un blitz dei carabinieri di Prato nell’ambito di un'operazione sulla prostituzione cinese, ma la dichiarazione del vicepremier arriva ad arresti ancora in corso e scatena l’irritazione della procura della città toscana. "Si erano fronteggiati a Prato con coltelli e pistole per il controllo della prostituzione: dieci cinesi, tra cui sei clandestini, sono stati arrestati", ha dichiarato Salvini in mattinata. "Grazie ai carabinieri! Nessuna tolleranza per i delinquenti: per loro la pacchia è finita!". La dichiarazione del ministro è arrivata intorno alle ore 10, ma alle 13, secondo quanto risultava ad Ansa, erano solo tre su un totale di 10 le ordinanze di custodia cautelare già eseguite.

L'inchiesta sul mondo della prostituzione a Prato

L’inchiesta della procura di Prato riguarda uno scontro tra bande per il controllo della prostituzione, che risale al 4 luglio 2018, nel parcheggio di via Traversa del Crocifisso, nella quale tre persone rimasero ferite da armi da taglio, ma durante la quale erano stati esplosi anche dei colpi di pistola. Quel giorno, alla fine del regolamento di conti, i protagonisti si erano allontanati a bordo di alcune auto. Poco dopo un quarantenne era stato lasciato sanguinante dai connazionali in via Fiorentina e soccorso in codice rosso. Più tardi altre due persone, sempre di nazionalità cinese, erano arrivate in ospedale con mezzi propri, anche loro feriti con armi da taglio.

Il caso precedente: Salvini criticato dal procuratore Spataro

Salvini era già stato coinvolto in un episodio simile nel dicembre 2018, quando si era complimentato con i carabinieri di Palermo per l'arresto di 49 persone nell'ambito di un'inchiesta su Cosa nostra. A criticarlo era stato l'allora procuratore capo di Torino, Armando Spataro, che lo aveva invitato a evitare "comunicazioni simili per evitare danni a indagini in corso". La replica: "Faccia il pensionato. Non ho ancora capito come ho fatto saltare l'operazione".

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