Salvini svela il blitz su Twitter, Spataro lo rimprovera. Il ministro: "Vada in pensione"

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Il vicepremier si complimenta con le forze dell’ordine per un’operazione contro la mafia nigeriana. Il procuratore: "Eviti comunicazioni simili con indagini in corso". La replica: "Faccia il pensionato, operazione era conclusa”. Bonafede: "Chiarire corto circuito"

È polemica tra il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, e il procuratore capo di Torino, Armando Spataro. Un duro botta e risposta che nasce da un tweet pubblicato nella mattinata di oggi, 4 dicembre, dal vicepremier. Un cinguettio che parla dello "straordinario intervento" dei carabinieri a Palermo contro la "nuova cupola di Cosa nostra" e al quale ne segue un altro in cui scrive: "Non solo anche a Torino altri 15 mafiosi nigeriani sono stati fermati dalla polizia, che poi ha ammanettato otto spacciatori (titolari di permesso di soggiorno per motivi umanitari e clandestini) a Bolzano". Da questo tweet, però, nasce il diverbio con Spataro che lo accusa di mettere a repentaglio le indagini delle forze dell’ordine anticipando operazioni ancora in corso. La polemica prosegue per tutta la giornata. Nel pomeriggio, il ministro ha chiarito: "Non ho ancora capito come ho fatto saltare l'operazione. Forse non sto simpaticissimo a Spataro, forse si è alzato male. La Polizia mi confermato che l'operazione era finita, ho il messaggio". In serata il ministro della Giustizia Bonafede ha chiesto di "chiarire il corto circuito comunicativo".

Spataro: "Salvini eviti comunicazioni simili"

Poche ore dopo il tweet del ministro dell’Intero, attorno alle 13.30, arriva infatti la replica di Armando Spataro: "Ci si augura che, per il futuro, il ministro dell'Interno eviti comunicazioni simili o voglia quanto meno informarsi sulla relativa tempistica al fine di evitare rischi di danni alle indagini in corso, così rispettando le prerogative dei titolari dell'azione penale in ordine alla diffusione delle relative notizie", attacca il procuratore. Spataro aggiunge che la ricerca degli indagati "è ancora in corso", e precisa che "la polizia giudiziaria non ha fermato '15 mafiosi nigeriani', ma sta eseguendo un'ordinanza di custodia cautelare". "Il provvedimento restrittivo - continua la nota del magistrato - non prevede per tutti gli indagati la contestazione della violazione dell'art. 416 bis", ovvero l'associazione di stampo mafioso. "Coloro nei cui confronti il provvedimento è stato eseguito non sono 15", scrive ancora Spataro che poi puntualizza: "La diffusione della notizia contraddice prassi e direttive vigenti nel Circondario di Torino secondo cui gli organi di polizia giudiziaria che vi operano concordano contenuti, modalità e tempi della diffusione delle notizie di interesse pubblico, allo scopo di fornire informazioni ispirate a criteri di sobrietà e di rispetto dei diritti e delle garanzie spettanti agli indagati per qualsiasi reato". 

Salvini: "Il procuratore faccia il pensionato"

Non si fa attendere la risposta di Matteo Salvini: "Basta parole a sproposito. Inaccettabile dire che il ministro dell'Interno possa danneggiare indagini e compromettere arresti. Qualcuno farebbe meglio a pensare prima di aprire bocca". "Se il procuratore capo a Torino è stanco, si ritiri dal lavoro: a Spataro auguro un futuro serenissimo da pensionato", aggiunge Salvini. Poi spiega la dinamica del suo tweet: "Se il capo della polizia mi scrive alle 7:22 informandomi di operazioni contro mafia e criminalità organizzata, come fa regolarmente, un minuto dopo mi sento libero e onorato di ringraziare e fare i complimenti alle forze dell'ordine". Successivamente, durante una diretta Facebook, il vicepremier riprende la polemica: "Non si permetta nessuno dire che il ministro dell'Interno mette a rischio un'operazione di polizia perché fa un tweet un'ora dopo la comunicazione ufficiale" del capo della polizia Franco Gabrielli. "Lo dico con grandissimo rispetto per i magistrati, però gli attacchi gratuiti politici lasciamoli fare ad altri a meno che uno non si voglia candidare alle elezioni!"

Viminale: "Informazioni generiche su operazioni chiuse"

Secondo quanto ricostruito dall'agenzia Agi, la comunicazione contestata da Spataro era arrivata ben prima attraverso i canali ufficiosi del Viminale. Prima di imbarcarsi con il ministro, di ritorno da Bruxelles, alle 7:43, il suo portavoce Matteo Pandini aveva diffuso una nota con il testo (lo stesso poi ripreso nei tweet) nella chat usata per diffondere le comunicazioni ai giornalisti. Questo testo era poi stato rilanciato da tutte le principali agenzie di stampa. Si trattava di "informazioni molto generiche", si spiega dall'ufficio stampa del Viminale, su "operazioni che evidentemente erano considerate già chiuse".

Saviano: "Dopo il tweet qualcuno è riuscito a fuggire"

Sulla vicenda Salvini-Spataro è intervenuto anche Roberto Saviano. Lo scrittore ha scritto su Facebook che "Salvini ha fatto un tweet mentre erano in corso degli arresti e, a quanto pare, qualcuno è riuscito a sottrarsi alla cattura. Alla legittima e motivata reprimenda di Spataro, Salvini risponde con una nota scomposta: 'Si candidi. Vada in pensione'". Lo stesso Saviano ha poi aggiunto: "È il caso che il Consiglio Superiore della Magistratura si faccia sentire per difendere l'autonomia del potere giudiziario dagli assalti di un esecutivo tanto sgangherato quanto pericoloso…solidarietà e vicinanza ad Armando Spataro, uomo e magistrato di spessore, che non si lascerà intimorire da un potere reso ridicolo dalla sua stessa idiozia". 

Ermini (Csm): "No disprezzo per servitore dello Stato"

In difesa del procuratore è intervenuto il vice presidente del Csm David Ermini, sottolineando come l'impegno di Spataro è "da grande e leale servitore dello Stato" e "non può essere in alcun modo messo in discussione da toni sprezzanti. Il lavoro serio, puntuale e rischioso che la magistratura porta avanti ogni giorno non può e non deve essere utilizzato per scopi di propaganda". Intanto, i consiglieri togati di Area al Csm hanno chiesto al Comitato di presidenza di Palazzo dei marescialli l'apertura di una pratica a tutela del procuratore Spataro. E nel testo accusano il ministro Salvini di aver usato "toni da dileggio" ed "espressioni sgradevoli e delegittimanti" nei confronti del procuratore e del ruolo istituzionale da lui ricoperto.

Bonafede: "Chiarire corto circuito"

In serata è poi arrivata la reazione del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede: "C'è stato un corto circuito comunicativo e mi interessa sapere chi è il responsabile. Questo è ciò che deve essere chiarito. Se rientra nella mia competenza si faranno indagini, ma Salvini ha tutti gli elementi per chiarirlo. Le indagini devono essere portate nel rispetto delle regole e non ho dubbi che Spataro e Salvini volessero comunicare le proprie azioni nel rispetto delle regole di sicurezza".

Data ultima modifica 04 dicembre 2018 ore 21:17

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