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Segregato in casa e picchiato a morte da baby-gang. Indagati 14 giovanissimi a Taranto

3' di lettura

La vittima è un 66enne, morto in ospedale tre giorni fa. Indagati a Manduria (Taranto) 14 ragazzi tra cui 12 minorenni. Al vaglio degli investigatori anche alcuni video delle sevizie che la banda avrebbe condiviso in chat su WhatsApp

Lo avrebbero segregato in casa per giorni, seviziato e picchiato fino alla morte. Per questo 14 giovanissimi, 12 minorenni e due maggiorenni, sono indagati per la morte di un 66enne di Manduria, nel Tarantino (GLI AGGIORNAMENTI). Al vaglio degli investigatori anche alcuni video delle sevizie che la baby-gang avrebbe condiviso in chat su WhatsApp. Oggi è prevista l'autopsia sul corpo del 66enne, ma ci vorranno ulteriori esami di laboratorio per stabilire se la morte sia stata causata dai traumi subiti durante le aggressioni o, ad esempio, dallo stato di prostrazione e di degrado in cui l'uomo era caduto dopo essere stato bullizzato.

Le aggressioni in casa e il ritrovamento

L'uomo, che soffriva di disagio psichico, è morto tre giorni fa, dopo un ricovero in ospedale: era stato sottoposto a due interventi per suturare una perforazione gastrica e per una emorragia intestinale. Il 6 aprile gli agenti di polizia, dopo le segnalazioni di alcuni vicini, lo avevano trovato in casa, legato a una sedia dalla quale probabilmente non si muoveva da giorni. La vittima, secondo quanto riferito dalle forze dell’ordine ad alcuni quotidiani locali, ha subito una serie di assalti nella sua abitazione da parte del branco di ragazzi: lo avrebbero aggredito, rapinato e bullizzato. L'uomo sarebbe stato costretto a rinchiudersi in casa e a non mangiare per giorni. Alcuni vicini della vittima avrebbero raccontato che era bersaglio della baby-gang sin dal 2012. Le dichiarazioni sono al vaglio delle due procure che si stano occupando della vicenda: quella del Tribunale dei minori, che ha aperto un fascicolo d’inchiesta e iscritto nel registro degli indagati il nome di 12 ragazzini, e quella del tribunale ordinario, per i maggiorenni, di 19 e 22 anni.

I video su WhatsApp e le accuse

In alcuni video, diffusi tramite WhatsApp, i giovani si sarebbero ripresi mentre sottoponevano la vittima a violenze con calci, pugni e bastoni. Al momento si procede per i reati di omicidio preterintenzionale in concorso, lesioni personali, danneggiamento, minacce e violazione di domicilio. Ma il capo d'imputazione, come ha spiegato l'avvocato Lorenzo Bullo, che assiste cinque minori e uno dei maggiorenni indagati, "è provvisorio". "L'ultimo episodio di percosse che si ipotizza - ha detto il legale - risalirebbe a febbraio. Il decesso è avvenuto a distanza di settimane. E anche in relazione alla contestazione di stalking, si parla di presunti episodi che sono scollegati. Non abbiamo ancora alcun elemento per valutare la fondatezza o meno di queste imputazioni".

Di Maio: “La pagheranno”, Salvini: “Pene esemplari”

“È inaccettabile quanto successo, un fatto vergognoso che non può passare in secondo piano. La sicurezza dei nostri cittadini deve essere la priorità di questo governo. E dobbiamo lavorare per garantire maggiore sicurezza anche ai nostri anziani, troppo spesso abbandonati. Una cosa è certa: questi soggetti la pagheranno”, ha commentato il vicepremier Luigi Di Maio. Sulla stessa linea il collega Matteo Salvini: “Se confermati colpevoli, pene esemplari per tutti, anche per i minorenni, che devono essere trattati (e puniti) come tutti gli altri. Di fronte a una simile violenza, per me non esiste la distinzione fra minorenni e maggiorenni”.

 

L'immagine della vittima, ANSA

Data ultima modifica 26 aprile 2019 ore 17:45

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