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Carabiniere ucciso a Cagnano Varano: “Il killer aveva già una condanna in primo grado”

4' di lettura

Secondo il magistrato Vaccaro "reagire a dei controlli e sparare esprime avversione verso lo Stato". Il pregiudicato è accusato di omicidio aggravato, ma non è contestata la premeditazione. Oggi l'autopsia. Operato l'altro militare rimasto ferito

Aveva già una condanna alle spalle per lesioni Giuseppe Papapantuono, arrestato sabato per l’omicidio del maresciallo Vincenzo Di Gennaro, 47 anni (CHI ERA), nella sparatoria di Cagnano Varano. Papantuono è accusato di omicidio con l'aggravante di averlo compiuto nei confronti di un pubblico ufficiale nell'esercizio delle proprie funzioni. L'uomo ha anche ferito un altro carabiniere, Pasquale Casertano: il militare 23enne, dopo un peggioramento del quadro radiologico, è stato operato per estrarre il proiettile che aveva in corpo. Dopo l'intervento le sue condizioni sono stazionarie e tra qualche giorno, dicono i medici, sarà possibile sciogliere la prognosi. Il carabiniere è stato trasferito nel reparto di terapia intensiva, dove resterà per le prossime 48 ore in osservazione. Si terrà oggi l'autopsia sul corpo di Di Gennaro, mentre probabilmente i funerali di Stato del maresciallo saranno celebrati domani. Luigi Di Gennaro, padre del carabiniere ucciso, ricorda il figlio come "un grande lavoratore. Amava la sua divisa ed era un servitore vero dello Stato". Il maresciallo viveva insieme al padre a San Severo. "Era molto cattolico e devoto a San Pio. Era un credente - aggiunge Luigi Di Gennaro - e me lo hanno ucciso. I delinquenti me lo hanno ammazzato".

Procuratore Foggia: "Avversione verso lo Stato"

Della morte di Di Gennaro ha parlato anche il procuratore di Foggia Ludovico Vaccaro. Secondo lui, "l'atteggiamento culturale che porta a reagire a dei controlli e a sparare contro lo Stato esprime un livello di avversione verso lo Stato. In questa mentalità ci vedo il collegamento con la criminalità organizzata”. Papantuono, ha spiegato il procuratore Vaccaro, "nei giorni scorsi aveva subito due controlli: nel primo era stato trovato in possesso di alcune dosi di cocaina; alcuni giorni dopo era stato fermato per possesso di un coltello. Era stato condotto in caserma per il sequestro e rilasciato". E’ vero che si era rivolto ai carabinieri dicendo "ve la farò pagare", ma secondo Vaccaro lo aveva fatto "in maniera generica". Tanto che all’indagato non è stata al momento contestata la premeditazione. 

La ricostruzione della sparatoria in piazza

Il procuratore ha ricostruito quanto accaduto nella piazza del piccolo paese del Gargano: "Giuseppe Papantuono sabato mattina ha chiamato i carabinieri che stavano transitando in quella strada con l'auto di servizio. I carabinieri si sono fermati e quando il maresciallo ha abbassato il finestrino per chiedere cosa fosse accaduto Papantuono ha sparato contro i due militari, sparando tutti i proiettili che erano nel caricatore della pistola". Secondo la ricostruzione del magistrato, Papantuono “voleva impossessarsi anche delle pistole dei militari. Poi si è aggrappato allo sportello dell'auto dei militari ed è rimasto aggrappato fino a quando l'auto non ha svoltato a sinistra. A quel punto è caduto".

Le contestazioni e il precedente

Nel decreto di fermo notificato a Giuseppe Papantuono "non abbiamo contestato la premeditazione: la scelta è stata quella di attendere le sue dichiarazioni prima di procedere a questa accusa”, ha precisato il procuratore di Foggia. A Papantuono viene contestato l'omicidio aggravato del maresciallo Vincenzo Di Gennaro, il tentato omicidio del suo collega Pasquale Casertano e il porto abusivo di arma. "L'indagato durante l'interrogatorio ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere", ha aggiunto Vaccaro. Il pm del tribunale di Foggia Ileana Ramundo ha parlato dei precedenti di Papantuono: "E' stato arrestato in flagranza nel febbraio del 2017 per porto e detenzione di coltello" dopo aver accoltellato in un bar un 44enne che riportò una lesione alla schiena giudicata guaribile in 20 giorni. "E' stato processato - ha aggiunto il pm e condannato alla pena di un anno di carcere per lesioni. Attualmente la sentenza di condanna è in fase di appello".

Il colonnello: "Di Gennaro sarebbe diventato comandante"

Intanto i colleghi dell'Arma continuano a ricordare il maresciallo ucciso: "Sapeva fare il carabiniere a tutto tondo: disponibile nei confronti della popolazione più debole e determinato con i criminali", ha detto il comandante provinciale dei carabinieri di Foggia, colonnello Marco Aquilio, in conferenza stampa. Di Gennaro "ha trascorso gran parte della sua carriera in Calabria. Dieci anni fa è arrivato in provincia di Foggia. Sicuramente a breve sarebbe diventato comandante di stazione". Elogi anche per il carabiniere ferito che "nonostante la giovane età, ha avuto prontezza di riflessi: benché ferito, aveva un proiettile conficcato a pochi centimetri dall'aorta, ha trovato la forza di partire con la macchina, raggiungere la guardia medica e prestare il suo soccorso al maresciallo fino a quando non sono intervenuti gli aiuti".

Data ultima modifica 14 aprile 2019 ore 19:15

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