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Omicidio di Sara Di Pietrantonio, Cassazione: nuovo processo per aumentare pena

2' di lettura

I giudici di legittimità hanno accolto il ricorso del procuratore generale che chiedeva il ritorno in appello per condannare all’ergastolo Vincenzo Paduano, l'ex guardia giurata condannata a 30 anni per l'omicidio dell'ex fidanzata, strangolata e bruciata

La Cassazione ha annullato con rinvio a un'altra sezione della Corte d'Assise d'Appello di Roma la condanna a 30 anni di reclusione per Vincenzo Paduano, l'ex guardia giurata condannata in Appello per l'omicidio della ex fidanzata Sara Di Pietrantonio, strangolata e bruciata. Così i giudici di legittimità hanno accolto il ricorso del procuratore generale che chiede il ritorno alla condanna all'ergastolo, emessa in primo grado, per la gravità della vicenda. Il ricorso di Paduano, che chiedeva le attenuanti generiche, è stato invece respinto.

Le motivazioni del Pg

"Vincenzo Paduano è responsabile di tutti i reati che gli sono stati contestati, e non devono essergli concesse attenuanti: piuttosto, va celebrato un processo d'appello bis per valutare la sua condanna all'ergastolo", ha detto il Pg, chiedendo di rigettare il ricorso presentato dalla difesa di Paduano e di accogliere quello della Procura generale di Roma contraria allo sconto di pena e al venir meno dell'accusa di stalking ritenuta assorbita nel reato di omicidio. Il Pg Tocci ha poi chiesto di "dichiarare l'autonoma sussistenza del reato di stalking", come stabilito in primo grado e di annullare con rinvio la sentenza d'appello "limitatamente alla pena" che è da aumentare.

Pg: Paduano ha ucciso "per spirito punitivo"

Paduano ha ucciso "non per un impeto di gelosia ma per spirito punitivo", ha detto il Pg, ricordando che l'imputato "voleva esercitare sulla vittima un dominio possessivo". "Tutti gli elementi raccolti dalle indagini non consentono alcun ragionevole dubbio sulla fondatezza delle aggravanti", della premeditazione e dei futili motivi. Strada sbarrata anche alla richiesta della difesa di Paduano di ottenere le attenuanti generiche per via delle "scuse" che tardivamente ha fatto ai familiari di Sara. Per il Pg Tocci, "si tratta innanzitutto di scuse tardive: è facile chiedere perdono dopo essere stati condannati all'ergastolo, e non si tratta solo di tardività o di facilità, ma anche di inconcretezza".

Data ultima modifica 12 aprile 2019 ore 21:29

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