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Annarita Serra, l'artista che trasforma la plastica in opere d'arte

3' di lettura

“Avevo due sogni nella mia vita: lavorare con l’arte e salvare il mare. Ho scoperto negli anni, che uno dei due mi aiuta a realizzare l’atro”, racconta l’artista che raccoglie la plastica dalle spiagge sarde per creare dei quadri e combattere l'inquinamento del mare

Annarita Serra è un’artista con una storia di cambiamenti alle spalle. Sarda di nascita ma milanese d’adozione, brand manager per una grossa multinazionale, sempre in viaggio, una donna con una carriera di successi davanti a sé. Il suo ultimo viaggio di lavoro la porta in Nuova Zelanda, vent’anni fa. Dopo quel viaggio arriva per lei la svolta, la bellezza primordiale della Nuova Zelanda, i colori accesi della natura, il verde rigoglioso, il blu intenso e il giallo accecante le entrano nell’anima come la tavolozza di un pittore costringendola ad una scelta. “Sono sarda, vengo dal mare ma l’avevo dimenticato”. Da questa consapevolezza inizia la sua rinascita alla ricerca delle sue radici (LO SPECIALE: Un mare da salvare).

Il ritorno in Sardegna

Decide di tornare in Sardegna e visitarla in lungo e in largo. Arriva a Piscinas, 50km di costa semi deserta con le dune più imponenti d’Europa, le ricorda a tal punto la Nuova Zelanda che decide di prolungare il suo soggiorno lì. Era novembre di vent’anni fa e, nelle sue lunghe passeggiate sulla spiaggia, Annarita trova migliaia di rifiuti plastici di mille colori, di varie grandezze, pezzi di plastica levigati dal sale e trasportati a terra dalle mareggiate. Decide di raccogliere tutta quella plastica per liberare la spiaggia e di portarla nella sua casa milanese. Non ha un’idea precisa di cosa farà con tutti quei rifiuti ma decide di rispondere alla richiesta di aiuto del mare di cui lei, in quel momento, è unica depositaria.

Dai rifiuti alle opere d’arte

I sardi di Piscinas la guardano con sospetto e curiosità, cosa farà questa donna con tutti quei sacchetti colmi di plastica? Una sera a Milano Annarita decide di svuotare sul pavimento della sua casa milanese quei sacchi e comincia a pensare a tutte le opere che potrebbe realizzare. Armata di avvitatore, viti, colla e martello, come un vero artigiano comincia a modellare e unire insieme questo patchwork colorato.

“Avevo due sogni nella vita: lavorare con l’arte e salvare il mare”

È riuscita a riprodurre grazie alla plastica i volti delle icone famose che attraggono l’attenzione dello spettatore. “Quando si avvicinano e capiscono che il quadro è interamente realizzato con i rifiuti - dice - “rimangono a bocca aperta, ed io sono lì a spiegargli che il mare è pieno di questa plastica”. È un’artista che lavora nella sua casa milanese e scappa in Sardegna ogni inverno. A Piscinas adesso la riconoscono e qualcuno la aiuta nella sua lotta contro la plastica in mare. “Avevo due sogni nella mia vita: lavorare con l’arte e salvare il mare. Ho scoperto negli anni, che uno dei due mi aiuta a realizzare l’atro, che l’arte mi aiuta a salvare il mare. So che lo sto facendo perché oggi, dopo vent’anni, non sono più sola”.

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