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Dipendente Rossopomodoro spruzza deodorante sui colleghi stranieri: azienda apre inchiesta

2' di lettura

Nel filmato, girato a Milano, si vede un uomo che chiede ad alcuni dipendenti di alzare la maglietta per spruzzare lo spray. "Perché non lo mettete?", dice. L'azienda con una nota prende le distanze: "Ci dissociamo". Il pizzaiolo poi precisa: "Scherzo fra colleghi"

Un deodorante spray usato sui colleghi di colore, quasi a simulare una "disinfestazione". Fa discutere il video, che è diventato virale nelle ultime ore, dove si vede un dipendente della catena Rossopomodoro - nel filmato viene chiamato "capo" - che chiede ad alcuni colleghi di alzare la maglietta per poter spruzzare in abbondanza lo spray. Il fatto sarebbe avvenuto all'interno delle cucine del locale presente in stazione Centrale, a Milano. "Guardate così si trattano gli stranieri dove lavoro io, che vergogna", la scritta che accompagna il video condiviso su Facebook da uno dei dipendenti. Il pizzaiolo che nel video spruzza il deodorante parla di "agguato mediatico" respinge le accuse di razzismo e spiega che il video "riprende solo momenti di ilarità tra colleghi di cui sono amico con i quali condividiamo ore di lavoro".

Cosa si vede nel filmato

Le immagini, che hanno raggiunto oltre 1.300 condivisioni in poche ore, mostrano un uomo - che indossa la maglietta rossa della catena - che chiede ad alcuni dipendenti stranieri di alzare la maglietta per poter spruzzare il deodorante. "Ma questo non ce lo avete a casa? Perché non lo mettete?", dice prima di spruzzare in abbondanza lo spray. Un video, questo, girato in cucina alla presenza di altri lavoratori: c'è chi quasi divertito, assistendo alla scena, dice: "Oh...disinfestazione", mentre si sente in sottofondo anche qualche risata.

La nota dell’azienda: "Disposta un'inchiesta interna"

Rossopomodoro "prende le distanze e si dissocia fermamente dal comportamento discriminatorio che non appartiene né per costume, né per tradizione, né per vocazione all'azienda di origine partenopea", scrive in una nota il gruppo, per poi chiarire: “Rossopomodoro assume ed ha sempre assunto il personale indipendentemente dalle proprie origini tant'è che nella forza lavoro già attiva in Italia i dipendenti provenienti da fuori Italia rappresentano il 35% della forza lavoro complessiva”. Una posizione ribadita anche dall’amministratore delegato Roberto Colombo: "Il gruppo Sebeto ha tra i suoi collaboratori ragazzi e ragazze di diverse etnie e di tutte le regioni d'Italia e non si sono mai verificati in tanti anni di storia del gruppo, problemi di questo genere". Nello stesso tempo, il dirigente assicura che "la direzione non ha mai ricevuto doglianze dai suoi dipendenti o da chicchessia per comportamenti inadeguati del proprio personale e che sulla vicenda è stata disposta una inchiesta interna all'esito della quale saranno assunti tutti i provvedimenti che risulteranno necessari per preservare l'onorabilità dell'azienda".

Data ultima modifica 29 gennaio 2019 ore 19:05

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