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Scioperi, lunedì 21 gennaio si fermano per 4 ore bus e metro

3' di lettura

Protesta indetta da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal, Ugl Fna. Per il trasporto pubblico locale le fasce orarie variano da città a città. Escluse dalla mobilitazione Roma, Torino, Genova. Si fermano dalle 10 alle 14 anche i conducenti di pullman a noleggio

Oggi, lunedì 21 gennaio, potrebbero esserci disagi per chi si sposta con bus e metropolitana. È stato indetto, infatti, uno sciopero di 4 ore - con fasce orarie diverse per ogni città - per il trasporto pubblico locale. Braccia incrociate, dalle 10 alle 14, anche per chi lavora nel settore del noleggio di pullman con conducente. La mobilitazione è stata decisa da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl Fna: hanno spiegato di aver proclamato la protesta “a seguito delle proposte europee di modifica peggiorativa dei regolamenti sui tempi di guida e di riposo e sulla liberalizzazione del mercato dei servizi di trasporto passeggeri, svolto con autobus e pullman nell'Unione europea”.

Lo stop nelle principali città

Le quattro ore di stop variano da città a città. Tra le principali, queste le fasce orarie della protesta: a Milano il trasporto pubblico si ferma dalle 8.45 alle 12.45, a Venezia dalle 10 alle 13, a Bologna dalle 10.30 alle 14.30, a Firenze dalle 17 alle 21, a Napoli dalle 9 alle 13, a Bari dalle 8.30 alle 12.30, a Palermo dalle 9 alle 13.

Escluse dallo sciopero Roma, Torino e Genova

Esclusi dallo sciopero i trasporti pubblici di Torino e Roma: il principio di rarefazione oggettiva, infatti, garantisce un intervallo di tempo tra uno sciopero e l'altro nello stesso bacino di utenza. Esclusa dallo stop anche la città di Genova, vista la situazione straordinaria della viabilità dopo il crollo del Ponte Morandi.

Non aderisce Cub Trasporti

Le organizzazioni sindacali hanno spiegato che lo stop, oltre ai conducenti di pullman a noleggio, riguarda “autobus sia urbani sia extraurbani, tram, metropolitane e ferrovie concesse”. Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl Fna hanno indetto lo sciopero “unitariamente”. Non aderisce alla protesta la Cub Trasporti, che ha definito le altre sigle “sindacati ipocriti". “Che i sindacati concertativi siano finalmente contrari a qualsivoglia liberalizzazione ci lascia positivamente esterrefatti – si legge in una nota – ma anche increduli”. Secondo la Cub “questi ipocriti si dicono contro la liberalizzazione dei trasporti a lunga percorrenza, ma sono a favore della liberalizzazione del Tpl (trasporto pubblico locale, ndr) e alle gare di Atm". La Cub, infine, ha chiesto agli altri sindacati di "portare avanti una battaglia senza sotterfugi, contraddizioni né ipocrisie per l'aumento della sicurezza sul lavoro, la riduzione dell'orario, l'aumento reale del salario e contro ogni politica di precarizzazione, privatizzazione, liberalizzazione e di messa a gara dei servizi di trasporto, Tpl compreso”.

Data ultima modifica 21 gennaio 2019 ore 07:31

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