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Pirateria tv, Crimi: "Altro che Robin Hood. Fate come me, denunciate i furbi"

Sono quasi 5 milioni, secondo una ricerca Ipsos, i pirati televisivi in Italia (foto Getty Images)
3' di lettura

Il sottosegretario con delega all'Informazione e all'Editoria in un post su Facebook: “Le IPTV, che permettono di vedere le pay-tv senza pagare il canone, non sono solo un reato ma anche un grave danno economico per il nostro Paese”

“Denunciate la pirateria televisiva che danneggia le pay tv e l’economia del nostro Paese, io l’ho fatto”. L’appello è del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Informazione e all'Editoria Vito Crimi in un post su Facebook. “Altro che Robin Hood - spiega Crimi - dietro questa pratica illegale spesso si nasconde la criminalità organizzata. Stiamo parlando di un danno per miliardi di euro, con investitori in fuga e lavoratori senza più futuro. Il rischio è incalcolabile”.

“L’IPTV danneggia il nostro Paese”

Crimi ha postato su Facebook uno screenshot fatto col suo telefonino e segnalato che ieri ha ricevuto un messaggio su Telegram, con una pubblicità che rimandava ad una IPTV. La IPTV è un sistema di trasmissione attraverso il protocollo internet che consente di vedere le pay tv senza pagare i relativi canoni. “Si tratta del cosiddetto “pezzotto" - scrive Crimi - una pratica illegale purtroppo molto diffusa in alcune parti d'Italia e in aumento altrove. Ma non è soltanto un reato: è anche un grave danno economico per il nostro Paese”.

“La pirateria fa perdere migliaia di posti di lavoro”

Il sottosegretario spiega quali sono i danni provocati dalla pirateria: “Dietro le pay-tv e i programmi che queste offrono al pubblico, ci sono imprese, aziende, fornitori, tecnici, impiegati, autori, elettricisti, giornalisti, operatori di ripresa, programmatori, registi e tantissime altre professionalità. Ci sono lavoratori. E ci sono le loro famiglie, che vivono di questo lavoro. Quella della cultura e dell'intrattenimento è un'industria fra le più produttive, non solo in Italia, ma in tutto il mondo. Ecco - continua Crimi - le IPTV annientano tutto questo. Uccidono un mercato virtuoso, bloccano lo sviluppo delle aziende che realizzano i prodotti che guardiamo in tv, fanno perdere migliaia di posti di lavoro”.

“Sistema che finanzia criminali”

Per Crimi “i "furbi" che pensano di aggirare il "sistema" scegliendo le IPTV non fanno altro che finanziare a loro insaputa dei criminali, rendendosi complici di un reato”. E per questo il sottosegretario con delega all’editoria fa sapere di aver “segnalato l’illecito alla Federazione per la Tutela dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali (FAPAV), che ha poi provveduto a denunciare i soggetti coinvolti agli organi competenti. Invito chiunque a fare altrettanto. Se vi trovate in presenza di questa pratica illegale, denunciate. Facciamo la nostra parte per riportare legalità e salvaguardare il lavoro di tanti cittadini”.

I dati sulla pirateria televisiva

Secondo la ricerca di Ipsos, commissionata da FAPAV, "Indagine sulla pirateria audiovisiva in Italia", presentata a luglio 2018, sono 4,6 milioni gli italiani, oltre i 15 anni, che fruiscono illegalmente di eventi sportivi live, con una stima di circa 21 milioni di atti di pirateria compiuti ogni anno e legati ad eventi e programmi di carattere sportivo. Il calcio attira l’attenzione di 3 pirati su 4, seguito dalla Formula 1, dalla Moto GP e dal tennis.

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