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Strage del bus di Avellino, assolto ad di Autostrade per l’Italia Castellucci

3' di lettura

L’accusa aveva chiesto 10 anni per il dirigente nel processo per il pullman precipitato da un viadotto sull'autostrada A16 nel luglio 2013. I familiari delle vittime: “Hanno messo fuori un assassino”. 8 condanne e 7 assoluzioni. Di Maio: ci riprenderemo Autostrade

Si è concluso con otto condanne e sette assoluzioni il processo per la strage del bus precipitato dal viadotto Acqualonga, sull'autostrada A16 Napoli-Canosa, il 28 luglio 2013. Tra i 15 imputati, sono stati assolti l'ad di Autostrade per l'Italia Giovanni Castellucci, per cui l'accusa aveva chiesto una condanna a 10 anni di reclusione, e l'ex condirettore generale della società Riccardo Mollo. La condanna più severa, 12 anni così come richiesto dall'accusa, è quella per Gennaro Lametta, proprietario del bus. "Castellucci è un assassino, hanno messo fuori un assassino", ha detto uno dei parenti delle vittime nell’aula del tribunale di Avellino. Il procuratore capo Rosario Cantelmo è uscito dall'aula senza rilasciare dichiarazioni ma secondo Giuseppe Bruno, presidente del comitato dei familiari delle vittime, "è insoddisfatto della sentenza e intende ricorrere in appello". (VIDEO).

Le condanne e le assoluzioni

Sono stati assolti anche Vittorio Saulino, dipendente della motorizzazione civile di Napoli, Michele Maietta, dirigente tronco Autostrade, Massimo Fornaci, Marco Perna e Antonio Sorrentino, dirigenti o ex dirigenti della società. Oltre Lametta, invece, sono stati condannati in primo grado (con pene più lievi rispetto alle richieste dell'accusa) Antonietta Ceriola, dipendente della Motorizzazione di Napoli (8 anni) e Paolo Berti, all'epoca direttore del tronco di Autostrade su cui avvenne l'incidente (5 anni e 6 mesi). Condanne anche per altri tra dirigenti e tecnici di Autostrade: Michele Renzi (5 anni), Nicola Spadavecchia (6 anni), Bruno Gelardi (5 anni), Gianluca De Franceschi (6 anni) e Gianni Marrone (5 anni e 6 mesi). (LE TAPPE DELL'INCHIESTA)

La rabbia dei familiari delle vittime

Dopo l’assoluzione di Castellucci, i familiari delle vittime hanno reagito con rabbia gridando “vergogna, questa non è giustizia” e “giudice esci”. In aula è stato più volte scandito anche il numero "ottantatré", ossia il numero delle vittime del bus, 40, sommato a quello dei morti per il crollo del ponte di Genova.

Di Maio: ci riprenderemo Autostrade

A fine giornata, il vicepremier Luigi Di Maio, con un post social dedicato alle "vittime di Avellino e del Ponte Morandi" ha commentato la vicenda: "Non so quanto tempo ci vorrà, ma le autostrade ce le riprendiamo. Il grido di dolore delle famiglie delle vittime di Avellino dopo l'assoluzione dell'ad di Autostrade per l'Italia lo capisco e mi fa incazzare. È dalla caduta del Ponte Morandi che come Governo stiamo lavorando per togliere le concessioni ad Autostrade. Ma ce la faremo a spuntarla".

L’incidente

L’incidente avvenne poco dopo le otto di sera del 28 luglio 2013 quando il bus, con a bordo alcuni pellegrini che tornavano a casa da una gita di alcuni giorni a Telese Terme (Benevento) e nei luoghi di Padre Pio, a Pietrelcina, ha sbandato dopo aver perso sulla carreggiata il giunto cardanico che garantisce il funzionamento dell'impianto frenante. Dopo aver percorso un chilometro senza freni, il bus nel tentativo di frenare la corsa si affiancò alle barriere protettive del viadotto "Acqualonga" che cedettero facendolo precipitare nel vuoto da un'altezza di 40 metri. Trentotto persone morirono sul colpo, due qualche giorno più tardi. Si salvarono soltanto dieci passeggeri.

Data ultima modifica 11 gennaio 2019 ore 20:00

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