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Mattarella: "Troppa violenza su donne". Conte: presto corsia preferenziale per le denunce

4' di lettura

Appello del capo dello Stato, nella Giornata internazionale contro abusi su donne, per “superare discriminazioni, pregiudizi, stereotipi”. Presidente del Consiglio: "Martedì in Cdm approveremo il codice rosso"

“Nel nostro Paese il fenomeno della violenza sulle donne è ancora tragicamente alto e la sua denuncia ancora troppo reticente”. Con queste parole il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione della Giornata internazionale contro gli abusi sulle donne (COS'È), ha lanciato un messaggio per “favorire condizioni migliori” e superare le discriminazioni. Mattarella ha poi fatto un appello sottolineando che “la prevenzione avviene soltanto continuando a operare per una profonda trasformazione culturale”. Il premier Giuseppe Conte, intanto, ha annunciato che martedì il Cdm approverà il Codice rosso contro la violenza sulle donne. "Offriremo una corsia preferenziale alle denunce, imporremo indagini più rapide. Lo Stato è dalla parte delle donne. Vinciamo insieme #lapartitaditutti", ha scritto su Twitter. Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, in un post su Facebook, ha anche ricordato che i casi di femminicidio nei 12 mesi precedenti lo scorso luglio sono stati 130.

Il messaggio di Mattarella

“La violenza sulle donne purtroppo non conosce confini geografici, distinzioni di classe o di età: è iscritta in tante singole biografie", scrive Mattarella sottolineando che "in ogni sua forma, fino all'omicidio, non è mai un fatto privato né solo conseguenza di circostanze e fattori specifici, ma si inscrive in una storia universale e radicata di prevaricazione sulla donna. Ogni ferita fisica e psicologica inferta a una bambina, ragazza o donna, ogni ingiustificata svalutazione delle capacità femminili sono forme di oppressione antica che rendono le donne meno libere, meno uguali, subalterne, infine vittime". Per contrastare gli abusi contro le donne, secondo il presidente della Repubblica ”vanno superate discriminazioni, pregiudizi o stereotipi sui ruoli e sulle attitudini basati sull'appartenenza di genere, iniziando dall'infanzia e in particolare dal mondo della scuola”. 

Bonafede: "150 casi all'anno"

Il ministro della Giustizia ha evidenziato che in Italia si verificano in media 150 femminicidi all'anno, quasi uno ogni due giorni, sottolineando che si tratta di "omicidi consumati nei contesti familiari, per mano di mariti o partner, ex o altri familiari. Le sentenze ci dicono che sul totale delle condanne per omicidi di donne, l'85 per cento sono classificabili come femminicidio, perché avvenuti in ambito familiare o all'interno di relazioni sentimentali poco stabili. Nel 2017 sono state 2.018 le sentenze definitive per violenza sessuale, 1.827 quelle per stalking".

Tajani aderisce a campagna con rossetto

Il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, all’inizio della conferenza stampa a margine del Consiglio straordinario sulla Brexit a Bruxelles, si è messo un tratto di rossetto sotto l’occhio in segno di adesione alla campagna “Non è normale che sia normale”: "La dignità della persona è un valore fondamentale, per me, per tutti quanti noi, è quello che mi ha insegnato mia madre e quello che insegno ai miei figli”.

Gli appelli di Minniti e Grasso

Anche Marco Minniti, in un articolo sul Corriere della Sera, ha sostenuto che “dovremmo fare dell'impegno alla lotta contro la violenza un tratto proprio dello Stato democratico e distintivo della sua politica. Tutta". Il candidato alla segreteria del Partito Democratico ha poi attaccato l'esecutivo gialloverde per i "tagli dell'attuale governo alla lotta antitratta, al fondo per le vittime di violenza e a quello sui minori vittime di femminicidi" e il ddl Pillon (COSA PREVEDE), considerato "inaccettabile" e "medievale" perché privo "di politiche di condivisione e conciliazione delle responsabilità genitoriali, di politiche per incrementare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro". L'ex presidente del Senato Pietro Grasso ha invece affidato a Facebook un messaggio di vicinanza alle donne vittime di abusi, ricordando che "una donna su tre in Italia subisce violenza. Molte vivono questo dolore da sole, in silenzio. Sono numeri impressionanti: significa che ogni giorno ne incontriamo moltissime senza saperlo, significa che succede ovunque. È un problema che parte dagli uomini e solo gli uomini possono porvi rimedio. Non abbiamo più scuse".

Dal Senato una guida pratica per aiutare le donne

L'Ufficio Valutazione Impatto del Senato, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, ha messo a punto una guida pratica - fortemente voluta da Maria Elisabetta Alberti Casellati, prima donna presidente del Senato e Presidente dell'UVI di Palazzo Madama - per aiutare le donne orientarsi tra gli aiuti disponibili a livello nazionale e nei piani di intervento regionale. Dalle case rifugio per le donne in fuga da partner violenti al codice rosa che accoglie le vittime al pronto soccorso, dalle campagne di sensibilizzazione nelle scuole ai centri per il recupero di uomini maltrattanti, l'UVI ha fatto una ricognizione delle risorse più significative.

Data ultima modifica 25 novembre 2018 ore 16:00

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