Omicidio Yara, motivazioni Cassazione: “Piena coincidenza” tra Dna Ignoto 1 e Bossetti

Cronaca

Nelle motivazioni si ribadisce che i numerosi esami hanno collegato “il profilo genetico di Ignoto 1, rinvenuto sulla mutandine della vittima, e quelle dell'imputato”. L'evidenza scientifica, spiega la Corte, ha "valore di prova piena". Ribatte anche a tesi complottiste

Il Dna di Ignoto 1 è quello di Massimo Bossetti. Così i giudici di Cassazione motivano la condanna all’ergastolo inflitta all’uomo per l’omicidio di Yara Gambirasio, rispondendo ai quesiti mossi dalla difesa. "Numerose e varie analisi biologiche effettuate da diversi laboratori hanno messo in evidenza la piena coincidenza identificativa tra il profilo genetico di Ignoto 1, rinvenuto sulla mutandine della vittima, e quelle dell'imputato”, si legge nelle motivazioni della sentenza. L'evidenza scientifica, si spiega, ha "valore di prova piena".

In 155 pagina le risposte ai 20 motivi di ricorso della difesa

In 155 pagine la Cassazione risponde ai venti motivi di ricorso della difesa (che aveva sollevato diverse obiezioni, contestando la prova del dna, la “catena di custodia”, i kit utilizzati). La Cassazione biasima i "reiterati tentativi di mistificazione degli elementi di fatto", "amplificati da improprie pubbliche sintetizzazioni". "La probabilità di individuare un altro soggetto con lo stesso profilo genotipico", spiega la Corte, equivale a "un soggetto ogni 3.700 miliardi di miliardi di miliardi di individui". "I giudici di merito – si legge nella sentenza – hanno correttamente affermato che il profilo genetico è stato confermato da ben 24 marcatori", evidenziando "che la certezza dell'identificazione è particolarmente solida", in quanto le linee guida scientifiche individuano un soggetto "con l'identità di soli 15 marcatori". Rispondendo all'obiezione sulla catena di custodia, poi, la Corte spiega che il dna di Bossetti "non era presente nelle banche dati all'epoca disponibili e che sono state ampiamente e ripetutamente consultate proprio allo scopo di identificare Ignoto 1, sicché è impossibile ipotizzare una contaminazione dei reperti prelevati all'inizio del 2011 con il profilo dell'imputato che è stato acquisito soltanto tre anni dopo". Quanto alla richiesta della difesa di una perizia, i giudici spiegano che vi si ricorre in caso di "evidenza dell'utilizzo di una metodica errata o superata e dell'esistenza di un metodo più recente e più affidabile" e che "nulla di tutto questo emerge dagli atti".

Ipotesi complottiste “fantasiose” o “manifestamente illogiche”

La Cassazione ribatte anche alle tesi complottiste. “La genericissima ipotesi della creazione in laboratorio del Dna dell'imputato, oltre ad appartenere alla schiera delle idee fantasiose prive di qualsiasi supporto scientifico e aggancio con la realtà, è manifestamente illogica", dice. Un chiarimento che, specifica, ci tiene a fare “visto che la difesa ha utilizzato l'argomento anche in sede extra processuale”. "Se si volesse seguire la tesi complottista legata anche alla necessità di dare in pasto all'opinione pubblica un responsabile", scrive ancora la prima sezione penale della Cassazione, "è evidente che - ammessa solo per ipotesi la reale possibilità di creare in laboratorio un Dna - si sarebbe creato un profilo che immediatamente poteva identificare l'autore del reato senza attendere, come invece è accaduto, ben tre anni". Secondo la Cassazione, è "fantasiosa" anche l'ipotesi di una contaminazione volontaria da parte di terzi prima del ritrovamento del corpo della vittima".

L’omicidio di Yara e i processi a Bossetti

La Cassazione ha confermato l'ergastolo per Massimo Giuseppe Bossetti, condannato in primo e secondo grado per l'omicidio di Yara Gambirasio, lo scorso 12 ottobre. La ginnasta di 13 anni è stata trovata senza vita il 26 febbraio 2011 in un campo a Chignolo d'Isola, nel Bergamasco, a pochi chilometri da Brembate di Sopra, dove la giovane viveva e da dove era scomparsa tre mesi prima (LE TAPPE). Il muratore di Mapello si è sempre dichiarato non colpevole. Sul corpo della ragazza sono state trovate tracce biologiche dalle quali i carabinieri sono risaliti a un dna maschile, il cosiddetto Ignoto 1 (LA FOTOSTORIA). Un dna simile a quello trovato mesi dopo su una marca da bollo di un uomo morto nel 1999, Giuseppe Guerinoni. Da qui l'intuizione che Ignoto 1 potesse essere un suo figlio illegittimo. Dopo lunghe e complesse indagini, con prelievi a tappeto sulla popolazione della zona, Massimo Bossetti è stato arrestato nel giugno 2014. A carico del muratore, oltre al dna, anche le riprese di una videocamera che mostrano il suo furgone davanti alla palestra pochi minuti prima della scomparsa di Yara.

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