Madre e figlia avvelenate con ricina, 70 alimenti sequestrati: si cercano tracce di veleno
CronacaGli accertamenti riguardano alimenti e prodotti prelevati nelle due abitazioni della famiglia Di Vita e affidati all'Istituto Zooprofilattico nell'inchiesta sul sospetto avvelenamento da ricina costato la vita alla madre e alla figlia a Pietracatella. La nuova perizia, affidata a consulenti italiani e tedeschi, dovrà verificare l'eventuale presenza del veleno anche su indumenti e oggetti della casa
Sono complessivamente 70 gli alimenti sotto sequestro nell'indagine sul giallo di Pietracatella, il paese molisano dove, nei giorni di Natale, morirono madre e figlia per sospetto avvelenamento da ricina. Il dato emerge dagli allegati notificati alle parti in vista del conferimento dei nuovi incarichi peritali fissato il 29 giugno a Pavia.
I prelievi nelle abitazioni della famiglia Di Vita
Ai 19 alimenti sequestrati il 29 dicembre nell'appartamento di Gianni Di Vita, al secondo piano dello stabile di via Risorgimento - tuttora sotto sequestro - si aggiungono numerosi prodotti, sia preparazioni domestiche sia confezionati di diverse marche, prelevati il 7 gennaio. Nel dettaglio: 18 alimenti dal freezer e 17 dal frigorifero sempre dell'abitazione della famiglia Di Vita; altri 16 alimenti equamente divisi tra frigorifero e freezer, provenienti dall'appartamento al primo piano, dove viveva la madre di Gianni Di Vita, Giuseppina Cinquino. Tutto il materiale è stato affidato all'Istituto Zooprofilattico di Abruzzo e Molise.
Il compito dei nuovi consulenti
I consulenti, italiani e tedeschi, dovranno ora verificare se in questi alimenti siano presenti tracce di ricina. L'incarico comprende anche la ricerca del veleno che ha ucciso Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi, su indumenti, mobili e altri oggetti presenti nella casa della famiglia.