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Tap: tutto pronto per i lavori in mare, si attende miglioramento meteo

La manifestazione No Tap sul lungomare di San Foca di Melendugno
3' di lettura

Da martedì, se le condizioni lo permetteranno, parte l'installazione dei sensori di monitoraggio nella zona di mare vicina al punto di uscita - a 800 m dalla costa - del microtunnel del gasdotto. A costruirlo, al largo di San Foca di Melendugno, una “talpa” sottomarina

Mentre continuano le proteste e le polemiche per il via libera al gasdotto Tap, è tutto pronto per l’inizio dei lavori in mare del microtunnel. Lavori che la multinazionale Tap avvierà al largo di San Foca di Melendugno, in provincia di Lecce, non appena le condizioni meteo lo permetteranno.

Monitoraggio e protezione ambientale

A scavare il microtunnel del gasdotto sarà una “talpa” sottomarina. Sono previste una serie di operazioni da compiere in corrispondenza del punto di uscita del microtunnel. Mentre l’inizio del microtunnel sarà sulla terraferma, l'exit point è posizionato al largo, a circa 800 metri dalla costa. Le operazioni da compiere sono di due tipi: prima di monitoraggio, poi quelle di protezione ambientale all'altezza del punto di uscita.

Lavori al via appena le condizioni del mare lo permetteranno

Se le condizioni del mare lo permetteranno, già martedì 29 ottobre comincerà l'installazione dei sensori di monitoraggio nella zona di mare vicina all'exit point dell'opera. A occuparsene sarà l'imbarcazione “Sara T”. Previsto sia il posizionamento di una boa idrofono per il monitoraggio del rumore sottomarino e dei mammiferi marini e sia quello di boe turbidimetro (fisse e mobili) per monitorare la torbidità dell'acqua. A circa tre miglia nautiche dall'exit point, inoltre, ci sarà un controllo visivo dei mammiferi.

Il posizionamento delle palancole

Per quanto riguarda la costruzione del microtunnel - che sarà lungo 1.540 metri, con diametro interno di 2,4 metri - il progetto prevede l'installazione in mare del palancolato provvisionale, in corrispondenza del punto di uscita dell'opera. Le palancole, una sorta di steccato verticale, sono lunghe 28 metri e infisse nel fondo marino per circa 21: saranno posizionate dalla nave Adhémar de Saint-Venant (lunga 95 metri, con una stazza di 6.200 tonnellate, da giorni a Brindisi) su incarico di Saipem, che ha subappaltato i lavori a Jan Den Nul. Il posizionamento delle palancole permetterà di disconnettere l'area di scavo del microtunnel dall'ambiente costiero, proteggendo l'habitat marino (soprattutto le praterie di Cymodocea) dall'eventuale dispersione di sedimento durante le attività di scavo per l'estrazione della testa fresante. Le operazioni propedeutiche di supporto per l'installazione del palancolato verranno svolte dai sommozzatori.

Tutte le attività sono regolate da ordinanze della Capitaneria

Una volta terminato lo scavo, l'area in corrispondenza del punto di fine trivellazione sarà coperta con i sedimenti marini e con dei teli che i sommozzatori bloccheranno con dei pesi per minimizzare l'impronta dello scavo stesso e l'interferenza con la prateria di Cymodocea. Tutte le attività sono regolate da ordinanze della Capitaneria di porto.

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