Caso Lodi, primi bambini stranieri tornano alla mensa scolastica

Cronaca

Grazie ai 60mila euro raccolti, i bimbi possono tornare a usufruire dei servizi. Molti genitori però non sanno ancora di questa possibilità. Intanto, un presidio chiede la sospensione del regolamento e Salvini risponde a Fico: "Faccia il presidente della Camera"

Tornano oggi in mensa alcuni bambini, figli di cittadini stranieri, esclusi di fatto nei giorni scorsi dal servizio per un’ordinanza voluta dalla sindaca di Lodi, Sara Casanova. Il Coordinamento Uguali Doveri, infatti, grazie a una raccolta fondi che in poco tempo ha raggiunto 60mila euro, ha garantito ai genitori esclusi dalle agevolazioni per i servizi scolastici un contributo che li aiuterà a pagare la retta. Quando verrà il momento di saldare, le famiglie potranno pagare solamente il costo ridotto, mentre il resto lo verserà il Coordinamento. Anche se, spiega all'Agi Valentina Tronconi del Coordinamento, "prima di poter riequilibrare la situazione ci vorrà del tempo. Per adesso abbiamo informato le famiglie che ci avevano contattato. Ma ci sono ancora molti genitori che non sanno di questa possibilità, di questo aiuto e continuano a portare i figli a casa nella pausa pranzo". Botta e risposta tra Roberto Fico, secondo cui "si deve chiedere scusa", e il vicepremier Matteo Salvini che replica: "Fico faccia il presidente della Camera"

Il presidio sotto il Comune

Nel frattempo, è iniziato il presidio che durerà 12 ore in piazza Broletto, sotto i portici del Comune. Organizzato dal Coordinamento Uguali Doveri, si tratta di una protesta contro il regolamento voluto dal Comune per l’accesso alle tariffe agevolate di mense e trasporti. La misura, al centro delle polemiche da diverso tempo, rende infatti “troppo complesso” l’accesso agli immigrati. I partecipanti al presidio chiedono di bloccare o modificare il regolamento. Abdelrahman El Saidm, che coordina la protesta degli extracomunitari, afferma che "su circa 300 domande, ne sono state accolte solo 5, cosa che si ritiene inaccettabile". Le richieste arrivate al Comune sono in totale 316: 177 per la mensa, 75 per lo scuolabus, 43 per il pre e post scuola e 23 per gli asili nido.

Attesa la lista dei Paesi esclusi

A seguito delle numerose proteste, si attende nella giunta comunale prevista per giovedì sera l'elaborazione di una lista di Paesi esteri che verranno esclusi dalla produzione del certificato richiesto dal nuovo regolamento. A partire dall’anno scolastico 2018-2019, infatti, i genitori nati fuori dall’Ue devono presentare una documentazione – oltre all’Isee – per attestare la propria nullatenenza nel Paese d’origine. Certificati che spesso sono molto difficili o impossibili da ottenere, come denunciato dagli stessi cittadini extracomunitari.

Pd Lodi: “Servono criteri condivisi”

Il caso di Lodi ha sollevato numerose polemiche politiche, in arrivo da più parti. Tra queste, anche quella del presidente della Camera Roberto Fico, secondo cui “si deve chiedere scusa” per la vicenda. Una frase a cui il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha replicato invitando Fico a “fare il presidente della Camera”. "Quello che sta accadendo a Lodi è, niente di più, niente di meno, una spia di un Paese che sta cambiando, in cui le persone meno hanno e più vengono lasciate sole”, ha detto invece il segretario cittadino del Pd, Andrea Ferrari, presente al presidio in piazza Broletto. "Questa operazione a Lodi è molto simile a quando agli alberi si tagliano le radici: si va a incidere sulla parte più sensibile. Tutti devono pagare: ma con criteri condivisi", ha aggiunto."Quello che sta accadendo a Lodi è, niente di più, niente di meno, una spia di un Paese che sta cambiando, in cui le persone meno hanno e più vengono lasciate sole”, ha detto il segretario cittadino del Pd, Andrea Ferrari, presente al presidio in piazza Broletto. "Questa operazione a Lodi è molto simile a quando agli alberi si tagliano le radici: si va a incidere sulla parte più sensibile. Tutti devono pagare: ma con criteri condivisi", ha aggiunto.

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