Donna uccisa a Ragusa: fermato per omicidio ex marito della vittima

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Il 74enne, secondo l'accusa, ha colpito più volte la moglie, uccidendola. A scatenare la lite fra i due, la separazione della coppia che il coniuge non aveva accettato. Gli investigatori sono ora alla ricerca dell'arma del delitto

È stato fermato il presunto responsabile della morte di Maria Zarba, la 66enne uccisa nella sua casa a Ragusa: si tratta del marito della donna, un 73enne ex tecnico di un istituto superiore. L'uomo è accusato di omicidio volontario. Sarebbe stato lui, secondo gli inquirenti, ad avere colpito violentemente più volte la moglie alla testa, con un oggetto contundente. Al centro dell’aggressione ci sarebbe la separazione tra i due: l’uomo non l’aveva accettata, mentre la donna si lamentava perché l’ex compagno non le avrebbe versato i soldi dovuti. Qualche giorno fa la richiesta al marito di non presentarsi più a casa e di pagare le quote mensili concordate. Gli investigatori sono ora alla ricerca dell'arma del delitto.

Le indagini e il fermo del marito per omicidio

A trovare il corpo, nella stanza adibita a soggiorno-cucina della loro casa, la sera dell’11 ottobre, è stato il nipote della vittima che viveva con la nonna, appena rientrato dal lavoro. Le indagini sono state subito indirizzate sulla sfera personale della donna: la polizia scientifica non ha accertato effrazioni alla porta di casa, da dove non mancavano oggetti preziosi dall'abitazione. La squadra mobile ha quindi escluso subito la tesi della rapina puntando su eventuali rancori personali. Dopo diversi sopralluoghi, e dopo due lunghi interrogatori, è poi arrivata la decisione di procedere al fermo per omicidio volontario nei confronti dell’ex marito della vittima. Una svolta nelle indagini sarebbe arrivata anche dalla visione dei filmati delle registrazioni delle telecamere di sicurezza della zona. Dopo che è stato fermato, il 73enne ha però negato ogni accusa, sostenendo la sua totale estraneità nell'omicidio. L'uomo, che è stato interrogato dalla polizia e dal pm Giulia Bisello alla presenza di un avvocato d'ufficio, si è proclamato innocente.

Si cerca l'arma del delitto

Gli investigatori, che stanno cercando l'oggetto contundente con cui è stata colpita la donna, stanno analizzando le tracce trovate sul luogo del delitto, anche se bisognerà attendere qualche giorno per avere i risultati degli accertamenti tecnici effettuati dai biologi del gabinetto di polizia scientifica, arrivati da Palermo. "La Polizia di Stato di Ragusa ha raccolto in tempi brevissimi gravi indizi di colpevolezza che hanno permesso al pubblico ministero di disporre il fermo dell'indagato - dice il vice questore aggiunto e dirigente della Mobile di Ragusa, Antonino Ciavola - Il risultato investigativo è frutto anche dell'aiuto fornito dai familiari della vittima che hanno offerto una totale collaborazione per l'accertamento dei fatti nonostante l'immenso dolore".

Data ultima modifica 13 ottobre 2018 ore 13:05

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