Caccia ai rapinatori di Lanciano: controlli e posti di blocco

Cronaca
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Le indagini si concentrano su frammenti di video ripresi dalle telecamere del circuito bancomat della zona. Nelle immagini si vedono 2 dei 4 uomini che hanno brutalmente aggredito la coppia di coniugi. Un uomo rapinato nel 2017: "Sono le stesse persone, sono sicuro"

Continua la caccia alla banda che, all'alba di domenica, ha rapinato e aggredito una coppia nella sua villa alla periferia di Lanciano, in provincia di Chieti (MAPPA). Le forze dell'ordine, che hanno disposto controlli e posti di blocco, concentrano le indagini su alcuni filmati registrati da una banca in cui si vedono, incappucciati, due dei quattro malviventi. Si studiano anche le analogie con altre vicende simili, in cerca di indizi. Un uomo rapinato nel 2017 si dice sicuro che i responsabili dell'aggressione a Lanciano siano gli stessi che hanno picchiato lui un anno fa. Intanto, le condizioni dei coniugi aggrediti domenica - Carlo Martelli, chirurgo cardiovascolare in pensione e fondatore dell'associazione Anffas, e la moglie Niva Bazzan, alla quale è stato tagliato il lobo dell'orecchio destro - migliorano.

Le condizioni dei due coniugi

La coppia è ricoverata all'ospedale Renzetti di Lanciano. “Il dottor Martelli – ha spiegato la Asl 2 Lanciano-Vasto-Chieti – è ricoverato in chirurgia. Le sue condizioni cliniche sono migliorate stabilmente. La prognosi resta riservata, sono necessari altri accertamenti che aiuteranno a stabilire se ci sono stati danni dovuti alle violente percosse ricevute”. La moglie Bazzan, hanno detto ancora i medici, “è ricoverata in Unità coronarica per il monitoraggio dei parametri vitali a seguito del forte stress psicofisico subito. Per quanto riguarda il padiglione auricolare non è stato possibile procedere alla ricostruzione anatomica a causa della lesione prodotta durante l'aggressione e per via del lembo in avanzata necrosi”.

Si analizzano analogie con altre rapine nella zona

Nelle scorse ore è stata ritrovata, in località Serre di Lanciano, una delle auto della famiglia, una Fiat Sedici, a bordo della quale i quattro banditi si sono allontanati dopo due ore di violenze. La banda aveva fatto irruzione nella villa in cerca di una inesistente cassaforte. Ora gli investigatori stanno analizzando le analogie con precedenti rapine violente compiute nella stessa zona nell'ultimo anno. È questo, infatti, uno degli elementi cardine delle indagini sull'aggressione, avvenuta tra le 4 e le 6 di domenica. In particolare, la polizia ritiene di dover approfondire le analogie con una rapina avvenuta il 26 marzo a San Vito Chietino (Chieti), a 10 chilometri da Lanciano, quando un commerciante 73enne di generi alimentari e tabacchi fu pestato a sangue e uno dei quattro rapinatori gli tagliò con un coltello l'indice della mano destra. Gli altri recenti colpi all'esame degli investigatori sono stati compiuti lo scorso 4 agosto a Paglieta (Chieti), il 24 aprile ad Atessa (Chieti), il 3 ottobre 2017 a Guardiagrele (Chieti), il 5 settembre 2017 a Santa Maria Imbaro (Chieti).

Uomo rapinato nel 2017: "Sono le stesse persone"

E proprio l'uomo rapinato il 5 settembre di un anno fa si dice convinto che i componenti della banda di Lanciano siano gli stessi che l'hanno derubato e picchiato nel 2017. "Sono le stesse persone, ne sono sicuro. Anche se ho visto solo occhi dietro un cappuccio e voci, tutto combacia: il capo forse è un pugliese e gli altri sono dell'Est Europa", ha detto Massimiliano Delle Vigne. Secondo lui, anche le caratteristiche dei due episodi sono simili. "Nei primi mesi i carabinieri ci dicevano che erano vicini alla soluzione, ma poi non abbiamo più saputo nulla", ha spiegato. Ha parlato anche Domenico Iezzi, il 73enne commerciante di San Vito. "Gli inquirenti per mesi mi hanno detto che con i pochi indizi raccolti non c'era molto da fare: hanno escluso tutti i nostri dna, erano tutti incappucciati, qui da me non c'erano telecamere quindi sono mesi che non so nulla", ha detto. Le varie indagini, per il momento, non sarebbero state raggruppate in un unico fascicolo.

"Indagini complesse". Banca ha ripreso due incappucciati

Quelle di Lanciano sono “indagini complesse, ma andiamo avanti alla ricerca di utili indizi”, ha detto il dirigente della Squadra mobile di Chieti, Miriam D'Anastasio. La polizia sta cercando tracce nella villa e nelle due auto della famiglia usate dai malviventi. Con una, una Yaris, i rapinatori sono andati a prelevare denaro in alcune banche usando il bancomat dei coniugi. Una “atipicità”, questa delle carte di credito, che secondo il questore di Chieti Ruggiero Borzacchiello “non rientra nei canoni della malavita”. La polizia sta anche visionando decine di filmati di telecamere pubbliche e private. In particolare, sotto la lente ci sarebbero le immagini di una banca che mostrano due dei quattro banditi incappucciati mentre stavano utilizzando le carte di credito sottratte al medico e un altro filmato con un'auto sospetta. Il procuratore capo Mirvana Di Serio ha assicurato "massimo impegno e perfetta sinergia tra polizia e carabinieri" nelle indagini" e chiesto "massima riservatezza".

“È stato come un film dell'orrore”

“È stato come un film dell'orrore – ha raccontato Carlo Martelli dal suo letto d'ospedale –. Io e mia moglie eravamo convinti che saremmo stati fatti fuori, per questo non ho pensato cosa conservare in mente per poi riferirlo. L'assalto dei rapinatori è stato fatto con una violenza di principio, stile militare”. “Una violenza spropositata”, ha aggiunto il questore di Chieti. Parole che ha pronunciato anche la moglie di Martelli, mutilata a un orecchio da uno dei quattro malviventi: “Ciò che sto vivendo è molto sproporzionato ed esagerato, mi sembrava come se fossi dentro un film. Ho pensato che sarei morta”.

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